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Tasse e federalismo: la Chiesa esente dall'imposta municipale
Una manina misteriosa ha fatto il miracolo della moltiplicazione dei commi di un decreto. A sorpresa, nell’ultima versione del decreto sul federalismo per il fisco comunale è spuntata l’esenzione dall’Imu (Imposta municipale unificata) non solo sugli immobili sede di culto di proprietà della Santa Sede, ma anche di ospedali, scuole private, alberghi, oratori, esercizi commerciale legate al mondo cattolico. La «manina» ha agito sull’articolo 5 del decreto che era stato licenziato dal consiglio dei ministri il 4 agosto scorso senza esenzioni. Ieri, si è scoperto che qualcuno, aveva inserito un ottavo comma che esenta dall’Imu i fabbricati di proprietà della Santa Sede, meglio, «gli immobili utilizzati per attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive», con una precisazione: a patto non abbiano «natura esclusivamente commerciale».

Nulla di nuovo sotto il sole, perché viene ribadito per l’Imu quanto era previsto per l’Ici che già per le prime case fu eliminata nel 2008 dal governo Berlusconi. Allora come oggi tutto ruota attorno all’avverbio «esclusivamente». Insomma, basta che un albergo, una scuola, o altro di proprietà del Vaticano, gestito da ministri del culto (preti, suore) abbia al suo interno una piccola cappella in cui i fedeli possano pregare, o fare atti di devozione, ed ecco che il luogo non ha più natura «esclusivamente commerciale». Quindi, non pagherà l’Imu. Il punto è che quando l’esenzione fu stabilita per l’Ici provocò molte polemiche. In tanti sostennero che era giusto favorire la Chiesa, ma altrettanti parlarono di trattamento di favore ingiustificato. La questione è stata portata all’attenzione delle autorità di Bruxelles. Furono soprattutto i radicali a sollevare la questione. La Commissione europea si è mossa aprendo un’indagine che si è trasformata in procedura di infrazione. Ora è abbastanza elevato il rischio che si arrivi a una sanzione per l’Italia. «L’avere inserito di nuovo l’esenzione sull’Imu a Bruxelles sarà vissuta come uno sgarbo. Anzi, come la volontà cocciuta di insistere su un privilegio che le autorità comunitarie hanno già detto di non apprezzare», ha spiegato ieri il radicale Maurizio Turco. Naturalmente molti sospettano che l’emendamento vada messo in relazione agli attuali problemi giudiziari del premier che non vuole inimicarsi le alte gerarchie vaticane.

L’Imu dovrebbe partire dal 2014. In realtà, secondo il decreto dovrebbero essere tre. La prima Imu, «di possesso», dovrebbe essere uguale all’attuale Ici. La seconda, a discrezione dei comuni, accorperebbe varie tasse comunali come tosap, canoni di occupazione di spazi, eccetera. La terza Imu, di «trasferimento» dallo Stato ai comuni, accorpa imposta di registro, bollo, ipotecaria e catastale, Irpef redditi fondiari, registro e bollo su contratti di locazione, tributi speciali catastali, tasse ipotecarie.
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