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Al sociale mancano due miliardi di euro rispetto a tre anni fa
Legge di stabilità all’esame del Parlamento. Confronto sui dieci fondi statali a carattere sociale: nel 2008 valevano più di 2 miliardi e mezzo di euro, nel 2011 non arriveranno a 550 milioni. Rispetto al 2010 calo del 63%

ROMA – Due miliardi di euro in meno per il sociale rispetto al 2008, quasi un miliardo in meno rispetto al 2010. E’ un ridimensionamento drastico quello previsto dalla legge di stabilità per il 2011 all’esame del Parlamento: anche dopo la presentazione degli ultimi emendamenti che ripristinano alcune dotazioni economiche, il bilancio complessivo dei fondi statali a carattere sociale racconta di una flessione evidente delle cifre stanziate, che scendono del 63% rispetto allo scorso anno, superando appena la soglia dei 500 milioni di euro complessivi. Per le stesse voci, nel 2010 si sfiorava la cifra del miliardo e mezzo e appena tre anni fa, nel 2008, la dotazione dei fondi a carattere sociale superava i due miliardi e mezzo. In tre anni, insomma, le risorse si sono ridotte ad un quinto: per ogni cento euro, ora ce ne sono suppergiù venti. E le previsioni per il 2012 e il 2013 raccontano di un’ulteriore stretta, con il totale dei fondi sociali che sarà ridotto, nelle previsioni, di un’altra metà, fino a toccare appena quota 271 milioni.

Nel dettaglio, i numeri del disegno di legge di stabilità e del bilancio di previsione raccontano di un calo netto delle somme destinate al fondo per le politiche sociali e a quello per il sostegno all’affitto, di una riduzione sensibile per il servizio civile e le politiche per la famiglia, di un sostanziale azzeramento del fondo per le politiche giovanili, di un totale azzeramento di quello per la non autosufficienza. Dove nel 2010 si erano stanziati 1 miliardo e 472 milioni di euro, per il 2011 la previsione è di 545 milioni: -63%. Numeri messi in evidenza in un documento curato da Antonio Misiani, deputato del Pd e componente della Commissione bilancio, che mette a confronto dieci fondi statali capaci di incidere sul sociale. Ai quali poi si potrebbero aggiungere ancora i finanziamenti al 5 per mille (che passerebbero da 400 a 100 milioni di euro) e l’assenza di risorse destinate alla social card. Dopo una protesta di piazza, invece, il governo ha deciso di riservare una parte cospicua dei 124 milioni di maggiori entrate (previste dalla proroga dell’ecobonus) alla ricerca e assistenza domiciliare dei malati di Sla. (Ska)

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Tagli, ecco come la scure si abbatte sul sociale
Il dettaglio dei tagli. Il Fondo politiche sociali sceso dai 930 milioni del 2008 ai 435 dell’anno in corso. Non va meglio al Fondo politiche per la famiglia (-71,3%) e a quello per le politiche giovanili (-85,8%). Azzerata la non autosufficienza

ROMA - Il taglio più significativo è certamente quello del Fondo per le politiche sociali, che dai 930 milioni del 2008 è già sceso ai 435 milioni dell’anno in corso e che per il prossimo anno (sempre al netto delle risorse per interventi costituenti diritti soggettivi) dovrebbe assestarsi sui 275 milioni. Una cifra che comprende già i 200 milioni previsti dal maxiemendamento del governo (la previsione iniziale infatti era di soli 75 milioni). Il taglio rispetto al 2010 resta pesante: -36%, con la prospettiva di un sostanziale azzeramento futuro (70 milioni nel 2012, 45 nel 2013). A rimetterci saranno soprattutto i trasferimenti alle regioni e la rete dei servizi sociali territoriali. Non va meglio al Fondo per le politiche della famiglia: aveva 185 milioni nel 2010 (erano stati 345 due anni prima) che diventeranno nel 2011 52,5 milioni: il calo per il welfare orientato alle famiglie sarà del 71,3%.

Tempi di vacche magrissime anche per il Fondo per le politiche giovanili: nel 2010 era stato finanziato con 94 milioni, nel 2011 è stato prima ridotto a 33 milioni e ora, con il maxiemendamento del governo, ulteriormente abbattuto fino a 13,4 milioni. Il confronto con l’anno passato parla di un –85,8%. Recupera qualcosa, invece, con il maxiemendamento governativo, il Fondo alle pari opportunità: lo stanziamento iniziale di 2,2 milioni è salito a 17,2 milioni per il 2011 (ma nel 2009 erano 30 milioni e nel 2008 ce n’erano 64). Pesante il ridimensionamento del Fondo per il sostegno alle abitazioni in locazione, che aiuta chi prende in affitto un’abitazione: i 143 milioni nel 2010 si riducono a 33,5 (-76,7%). Drastico anche il calo dei fondi per il servizio civile: erano 300 milioni nel 2008, sono stati 170 milioni nel 2010, ne rimarranno 113 (-33,6% in un anno) nel 2011. In questo quadro, resiste quasi solamente il Fondo per l’infanzia e l’adolescenza, stabile a 40 milioni: cifra che però riguarda solamente le 15 città beneficiarie di una quota riservata. Il settore subirà comunque un contraccolpo dal calo del fondo indistinto per le politiche sociali.

Infine il Fondo per la non autosufficienza: dal ministero del Welfare affermano che non è ancora detta l’ultima parola, ma tutto sembra deporre a favore di un totale azzeramento del fondo che nei tre anni passati è stato finanziato con 400 milioni annui. Evidenti le conseguenze sull’attuazione delle prestazioni assistenziali per le persone non autosufficienti, in continua crescita numerica. Il quadro complessivo è completato considerando che rispetto agli anni precedenti, già lo scorso anno erano stati azzerati il Fondo per l’inclusione sociale degli immigrati (100 milioni nel 2008, zero dall’anno successivo in poi) e il fondo destinato al Piano straordinario per i servizi sulla prima infanzia (100 milioni nel 2008 e 2009, non un solo euro a partire dal 2010). (ska)

Fonte: www.redattoresociale.it
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