



(ANSA) - ROMA, 14 GIU - «Scandaloso è il ricatto della Fiat sui lavoratori di Pomigliano: licenziati se scioperano, vincolati a saltare la mensa se l'azienda lo chiede. Scandaloso è il sostegno a questo ricatto espresso dal sistema istituzionale e da tutte le forze politiche parlamentari, opposizione compresa»: Cesare Salvi, Portavoce della Federazione della Sinistra, usa toni durissimi nel commentare il testo Fiat. «Si chiede ai sindacati e ai lavoratori - continua Salvi - di rinunciare all'esercizio di diritti costituzionali, come il diritto di sciopero, individuale e collettivo, che è garantito dalla Costituzione e può essere limitato soltanto dalla legge. Prevedere, come fa il testo Fiat, la possibilità di licenziare il lavoratore che sciopera era possibile solo sotto il fascismo e nessuna firma sindacale o referendum fra i lavoratori può limitare questo diritto. Lo stesso vale per le deroghe ai contratti nazionali del lavoro, alcune delle quali (come il diritto che l'azienda si riserva di non pagare quanto dovuto in caso di assenza per malattia) contrastano con il diritto alla salute, anch'esso costituzionalmente garantito». «Il testo della Fiat, prevedendo la possibilità di lavorare per otto ore consecutive senza nessuna pausa per la mensa, contrasta anche con le direttive europee in tema di orario di lavoro. Certamente, come dice Tremonti, si tratterebbe di un cambio epocale. Ma un cambio contro la Costituzione, contro le leggi, contro le regole europee. Altro che economia sociale di mercato! Qui - conclude - si vuole tornare all'800».
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