



«No alla finanziaria massacro», «No al blocco dei contratti e degli scatti e dei contratti», «No ai tagli a scuola». Con questi slogan è cominciato il sit-in dei Cobas davanti al Senato contro la manovra finanziaria a cui stanno partecipando un centinaio di insegnanti, precari e non, provenienti da diverse parti d'Italia. «Dopo il blocco dei 25 mila scrutini in tutta Italia, che ha dimostrato il malessere diffuso della scuola - spiega il portavoce nazionale Cobas Piero Bernocchi - la nostra lotta prosegue qui, oggi, in concomitanza con la discussione della finanziaria in Senato. Diciamo no al blocco dei contratti e degli scatti di carriera che si traducono per ogni lavoratore in una perdita media di 8.000 euro netti nel triennio: 8.000 euro che andranno a pesare pesantemente su ogni famiglia». «Diciamo no all'emendamento scellerato che vorrebbero proporre per la finanziaria, che prevede che il 30% dei soldi derivanti dai tagli dei precari possa essere utilizzato per 'premiare il meritò degli altri lavoratori. Un modo fazioso - aggiunge Bernocchi - per creare divisioni e mettere gli insegnanti l'uno contro l'altro. Vedremo come verrà approvata questa finanziaria-massacro, e ci regoleremo sulla durezza della lotta in autunno, che comunque proseguirà». (ANSA)
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