LA SINISTRA E LE RAGAZZE DI OSTIA
E’ scoppiato un caso mediatico su le due ragazze diventate famose con lo sketch del «Calippo e ’na bira» visto ormai da migliaia di persone su YouTube e candidato a diventare il tormentone dell’estate al pari di “Waka Waka” la canzone di Shakira. Da Youtube a Facebook fin ai tg nazionali non si parla d’altro, di queste due spontanee e giovanissime ragazze che sulle spiagge più economiche d’Italia, quelle di Ostia, passano il loro tempo libero.
Al popolo romano e non solo queste due ragazze sono diventate subito simpatiche, in finale attraverso loro possiamo riconoscere un familiare, un vicino, un amico o un intero quartiere.
Ma navigando su internet, spulciando i commenti su youtube o su facebook non si leggono solo commenti di apprezzamento, ma anche insulti di ogni specie, dai più squallidi insulti sessisti a quelli di appartenenza geografica con tanto di leghisti in prima fila.
Ma anche tanti, troppi, commenti dal cosiddetto popolo della sinistra, compagni e compagne che criticano e si scagliano contro queste due ragazzine solo perché non parlano bene l’italiano ed hanno solo la terza media sognando di fare le estetiste, altri ancora, vedono in queste ragazze il motivo per cui ha vinto Berlusconi.
Compagne che in quelle ragazze vedono il fallimento delle lotte femministe, altri ancora, malati della teoria del complotto, vedono in questo video tormentone uno strumento del potere per distrarre le masse dalla crisi economica.
Certo che queste ragazze non hanno studiato al liceo classico, tanto meno hanno imparato a memoria le poesie di Vendola e probabilmente non avranno un futuro garantito e raccomandato come ai tanti figli di certa sinistra snob e radical chic. Non saranno nemmeno frequentatrici di ragazzi intellettuali con tanto di occhiali da nerd che si trovano nei circoli o nelle sezioni di partito a discutere dei massimi sistemi, ma almeno, queste ragazze rappresentano la realtà e le condizioni del proletariato, queste ragazze e il loro linguaggio li trovi a Ostia come a Pomigliano passando per Mirafiori e addirittura su qualche barcone pieno di extracomunitari.
Eppure la sinistra una volta sapeva parlare e farsi capire dal popolo senza bisogno di sottotitoli o del dizionario Garzanti, la sinistra una volta non snobbava quelle realtà e quei quartieri, al contrario, era in quei quartieri che il PCI prendeva consensi straordinari, basta ricordare Corviale dove negli anni settanta prese il 68%.
Pensare che proprio vicino a quella spiaggia di Ostia, dove si è girato il nuovo tormentone estivo, fu ucciso Pasolini, un uomo, un comunista, che andava a conoscere e studiare quelle realtà, per raccontarne le storie spesso drammatiche ma sempre con dignità di chi per vivere deve lavorare solitamente facendo i lavori più umili.
Io credo che oggi un Pasolini non starebbe a discutere disperatamente in qualche scatola chiusa della politica della sinistra italiana, lanciando appelli al nulla per mettere insieme aritmeticamente la possibilità di fare un’altro giro nelle ben pagate istituzioni , credo che se fosse ancora vivo oggi, come ieri, starebbe ad Ostia con Debora e Romina a farsi un «Calippo e ’na bira».
Bella a tutti
Yassir Goretz





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