



(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Torino, 29 lug - «Siamo nella stessa condizione. Legano gli investimenti alla necessità di fare deroghe al contratto nazionale, il che per noi è un terreno impraticabile. Fiat sta usando la crisi in modo spregiudicato per cambiare i rapporti sindacali con i lavoratori e faremo di tutto per resistere a questo. Le condizioni poste sono inaccettabili e stravolgono il sistema di relazioni nel Paese». Così ai giornalisti Enzo Masini, responsabile dell'Auto per la Fiom, all'uscita dall'incontro con Fiat, che ha illustrato ai sindacati il piano Fabbrica Italia. Masini ha aggiunto che «esistono tutte le condizioni all'interno del contratto nazionale per far fronte all'uso degli impianti e alla flessibilità e abbiamo proposto un terreno di confronto e la costruzione di un meccanismo di affidabilità degli impianti, ma l'azienda ha confermato che Pomigliano è il modello che intende esportare a Fiat Group Automobiles e poi in generale al gruppo Fiat e su quello non li seguiamo. Fiat rischia di gettare benzina sul fuoco». Secondo Masini, l'accordo su Pomigliano «è illeggittimo perchè non sta dentro il contratto e rischia di aprire contenziosi giuridici e di innescare una situazione di conflitto sui luoghi di lavoro. La pressione resta fortissima perchè la crisi c'è. Anche Mirafiori dovrà fare un periodo lunghissimo di cassa integrazione, si prevede due anni, e anche quando ci saranno gli investimenti si rischia una situazione di conflitto». Masini ha aggiunto che la Fiat «ha deciso da sè lo spostamento in Serbia (del modello L0). Se volevano discuterne, il tempo c'era. È un segnale per costringere le organizzazioni sindacali ad accondiscendere a tutto. Vedremo»
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