



(ANSA) - ROMA, 29 LUG - In cinque anni, dal 2005 al 2009, i redditi degli agricoltori italiani hanno subito un vero e proprio colpo di scure: -35%. Nello stesso periodo i costi per i mezzi di produzione, dei contributi e quelli burocratici si sono triplicati, mentre i prezzi sui campi sono crollati di circa il 20%. È quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori, per la quale la situazione dei nostri produttori nei prossimi mesi diventerà ancora più drammatica con la fine al 31 luglio della proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali per le zone svantaggiate di montagna e con il mancato ripristino del 'bonus gasoliò per le serre. Il colpo di grazia per i redditi degli agricoltori italiani è venuto - afferma la Cia - lo scorso anno, quando sono crollati del 21%. Il mix costi alle stelle e prezzi sui campi in caduta libera - prosegue la Cia - è stato micidiale e ha generato una situazione esplosiva che rischia di trascinare nel baratro molti imprenditori che non riescono più a stare sul mercato. Il campanello d'allarme è, d'altra parte, già suonato: lo scorso anno con l'abbandono di migliaia di agricoltori. Nei prossimi tre-quattro anni si corre il fondato pericolo che, se non interverranno misure e politiche realmente incisive per il settore primario, altre 250 mila aziende siano costrette a cessare l'attività.
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