E' ORA DELLO SCIOPERO GENARALE! PORTIAMO NELLE STRADE L'ITALIA CHE NON SI PIEGA!
E adesso che si fa? Facciamo questa domanda proprio mentre Marchionne compie una scelta che peserà profondamente nelle relazioni industriali di questo paese. La complicità del Governo e l'assenza dell'opposizione parlamentare su questo tema segnano uno scarto profondissimo tra la realtà materiale e la realtà del dibattito politico. Basta semplicemente citare che D'Alema proprio ieri non ha trovato di meglio da fare che offendere gli operai di Pomigliano accusandoli di essere assenteisti. Marchionne ha dichiarato guerra all'Italia del lavoro, usa la crisi come strumento per ridefinire i rapporti di forza nel terreno liscio della globalizzazione dove le multinazionali tutto possono fare. Non possiamo lasciare soli gli operai della Fiat a difendere i diritti di tutti e tutte, occorre schierarsi ed occorre farlo alla svelta perchè lo scontro si gioca in questi giorni e settimane. La manifestazione del 16 ottobre della Fiom è senza dubbio un appuntamento importante, ma da sola non basta rispetto alla sfida che Marchionne ci pone.
Riteniamo che Marchionne abbia definitivamente fatto saltare ogni tipo di mediazione sociale, altro che patto tra lavoratori e produttori come illustrava Veltroni. Qui siamo al 1800, quando si mettevano fuori legge i sindacati. La prima cosa da fare pertanto è supportare ovunque le mobilitazioni della Fiom e dei sindacati di base, ma questo non basta, occorre mettere in piedi un patto di mutuo soccorso tra tutte le realtà politiche, associative, sindacali che convochino in maniera congiunta uno sciopero generale a difesa dei diritti del lavoro. Uno sciopero vero in grado di bloccare il paese come hanno fatto i nostri compagni greci.
Controlacrisi.org





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