IL MASSACRO SOCIALE DI ZAPATERO, PAESE CHE VAI CENTRO SINISTRA CHE TROVI
La riforma Zapatero è un grave attentato ai diritti dei lavoratori, così i sindacati spagnoli.
SPAGNA: RIFORMA LAVORO AL CONGRESSO SENZA ACCORDO PARTITI (ANSAmed) - MADRID, 29 LUG - È cominciato oggi l'esame della riforma del lavoro nella Commissione lavoro del Congresso, che dovrà approvare il progetto di legge di misure urgenti proposto dal governo socialista. Una volta approvata, la riforma passerà all'esame del Senato. Ma il suo futuro è ancora avvolto da incertezza dal momento che, sottolinea oggi la stampa spagnola, il Psoe, senza maggioranza assoluta alle Camere, non ha ancora raggiunto un accordo sul testo del progetto di legge con i principali gruppi politici, con i nazionalisti di CiU e del Pnv, e tantomeno col PP all'opposizione. D'altra parte, i sindacati Ugt e CcOo sottolineano che la riforma «rappresenta un grave attentato ai diritti dei lavoratori» e hanno chiesto ai gruppi parlamentari di «ricondurla», anche in vista dello sciopero generale fissato per il 29 settembre prossimo. Il governo, attraverso il ministro del lavoro Celestino Corbacho, si è detto disponibile a dibattere gli emendamenti parziali al testo, presentati dai gruppi politici. Da parte sua il Psoe ha presentato martedì 17 emendamenti per ottenere il possibile voto favorevole del PP. Il progetto di legge generalizza l'impiego del contratto di sviluppo del lavoro a tempo indefinito, che prevede un'indennità di licenziamento pari a 33 giorni per anno lavorato. Prevede, inoltre, che 8 dei giorni di indennità siano a carico del Fondo statale di Garanzia Salariale. Un'altra delle misure introdotte dal governo è la possibilità, per le imprese, di ricorrere ai licenziamenti anche senza giusta causa, in caso di situazione economica negativa o di crisi delle aziende. D'altra parte, la riforma prevede un incremento da 2 a 3 anni della durata massima dei contratti lavorativi per opera o servizi. La Commissione lavoro ha competenza legislativa piena, per cui la riforma sarà rimessa al Senato senza necessità di passare per la Camera Bassa in sessione plenaria.





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