(ASCA) - Roma, 8 feb - Possono passare fino a 23 anni per
l'assegnazione di un bene confiscato alle famiglie criminali,
mentre di media il tempo necessario per consegnare ''a fini
sociali'' i patrimoni mafiosi sono, in media, di 8 anni e 6
mesi.
Il dato e' emerso oggi nel corso della presentazione del
volume: ''Beni confiscati alle mafie: il potere dei segni'',
realizzato dall'Agenzia per le organizzazioni non lucrative
di utilita' sociale, che raccoglie un campione di 116 casi di
beni confiscati e, poi, assegnati.
Nel volume, presentato stamane a Roma dal presidente
dell'Agenzia per le Onlus, Stefano Zamagni, dal presidente
della Fondazione per il Sud Carlo Borgomeo e dal presidente
di Libera informazione Roberto Morrione, emerge anche una
fotografia di un Mezzogiorno finalmente virtuoso con Sicilia
e Campania a cui viene assegnata la ''maglia rosa'' nelle
buone pratiche. Le due regioni, infatti, spiccano,
rispettivamente, con il 31% e il 27% di iniziative di
riutilizzo. Questo, mentre risulta che il 40% dei beni sono
affidati alle associazioni del no-profit, nel 27% a
cooperative mentre, complessivamente, nel 73% i beni sono
affidati al Terzo settore.
Per quanto riguarda, invece, i beni sottratti alle mafie,
nelle varie regioni d'Italia, mette in rilievo ancora il
volume, il 57,1% e' stato consegnato ai beneficiari ''in un
grave stato di degrado e abbandono'' e, nel 42,9% dei casi
analizzati, le realta' affidatarie hanno avuto forti
difficolta' di tipo economico.
La questione dell'abbandono dei beni, poi, si fa
particolarmente problematica nel caso di terreni agricoli e
di fondi coltivati a frutteto o vigna, ''la cui produttivita'
- si aggiunge - dipende da cure che spesso vengono meno nel
periodo compreso tra sequestro e riutilizzo''. Sono, ad
esempio, necessari circa tre anni di tempo dal reimpianto di
vitigni all'effettivo rientro in produzione degli stessi.
Altre difficolta' riscontrate per il riutilizzo dei beni
sono quelle dell'investimento anche in termini di risorse
umane, finanziarie e di tempo.
Seguono le difficolta' burocratiche e una quota importante di
occupazioni e ostruzionismi attraverso vie legali da parte
degli ex proprietari, e la spoliazioni del bene prima della
consegna con tanto di danneggiamenti ritorsivi.