Ex licenziato si reinventa un lavoro.
Marco, da ex operaio massaggiatore professionista. Oggi nel suo centro olistico dà lavoro ad altri ex disoccupati.
Marco Marangoni si guarda le mani. "Ora sono belle e pulite, sai". Parla in padovano, una parlata simpatica, allegra. Incontriamo Marco in mezzo a capannoni sui quali campeggia la scritta "Affittasi". Un tempo le mani di Marco erano sporche di olio degli ingranaggi della macchine, mani da metalmeccanico. Fino al 2010 la vita del ragazzo di San Donà di Piave era come quella di tanti altri del Nord Est: alzarsi presto, andare a lavorare in fabbrica accanto a casa, due chiacchiere al bar, qualche hobby e così fino a quando nel Veneto é arrivata, con ferocia, la crisi. E improvvisamente la vita di Marco è cambiata. In un attimo, come è accaduto per tanti da queste parti.
Nell'azienda metalmeccanica dove Marco aveva un contratto part-time, una azienda medie dimensioni, dove il padrone spesso è un ex operaio si rimbocca le maniche. Un padrone che un giorno -suo malgrado, e col magone- si è visto costretto a decidere che bisognava fare tagli del personale. Marco aveva altri 25 colleghi più grandi, tutti padri di famiglia. E tra loro, Marco, dal taglio di capelli sbarazzino e una grintosa parlantina. Forse lui ce la farà, pensò il padrone."E' uno che se la caverà, saprà inventarsi qualcosa". Così due anni fa, a 35 anni, Marco è stato lasciato a casa, per lui le porte della fabbrica si sono chiuse per sempre. Un assegno da cassaintegrato, un letto a casa dei genitori. Marco ricorda bene le mattine fredde e senza prospettiva: uscire da casa, un caffè al bar, non sapere dove andare.
"I cassaintegrati dalle nostri parti -racconta Marco- si vergognano di uscire. Quando perdi il lavoro, perdi un po' il valore e per questo le persone non ce la fanno, e arrivano ad uccidersi...". Ma Marco aveva grinta, non si rassegnava, voleva tornare a lavorare ad ogni costo. "L'ideona -come la chiama- è venuta in mente quando ha visto in tv il servizio sul barbiere inglese che non riuscendo più a sostenere le spese della bottega, si era piazzato con un furgoncino sulle piazzole delle austostrade proponendo agli automobilisti taglio-capelli- barba a soli 5 euro. Marco, mentre scorrevano in tv le immagini di quel servizio, ha avuto l'"ideona". E' stato un attimo, ha deciso di fare lo stesso, andare in autostrada, nelle piazzole di sosta, ma proponendo massaggi shatzu. Si, perché nel 2008 Marco era diventato operatore professionista del massaggio giapponese, con tanto di diploma.
E da lì -e con l'autorizzazione dell' assessorato regionale dei Trasporti della Regione Veneto- ha tentato questa avventura. Un furgone, con un bel futon colorato, e ore e ore guardando sfrecciare le auto, in attesa che qualche automobilista stressato si fermasse per una seduta di massaggio. Dopo qualche mese di autostrada, Marco decide di cambiare rotta. Ad un seminario sullo shatzu incontra Nadia, un'operatrice professionista anche lei. Da un po' di mesi Nadia è senza lavoro perché il negozio dove lavorava come commessa ha chiuso i battenti. Così, dopo un caffè allo stesso tavolo del bar, parlando di passato di presente e di futuro, il cassaintegrato e la disoccupata decidono di aprire un piccolo studio di massaggi. Per le prime spese, utilizzano il Tfr di Marco, aprono la partita Iva, girano e rigirano tutta Padova per trovare in affitto un piccolo appartamentino adatto allo studio.
Un'impresa non facile, visto che il business degli affitti agli studenti a Padova è secondo solo al giro di affari legati alla figura del Santo Patrono. Alla fine, la sorte sembra sorridere a Marco e Nadia. E finalmente apre lo studio "Shatzumanu"! In poco tempo Marco e Nadia incontrano altri disoccupati e precari. Tra questi, uno psicologo e una dietista. E così lo studio shatzu diventa un vero e proprio centro olistico. "Lo Shatzu non è soltanto un massaggio, ma una filosofia di vita che insegna ad adattarsi alle trasformazioni -racconta Nadia- la crisi nel Veneto è nera, ha sconvolto il sistema di vita di tante persone, lo schema "lavori in fabbrica, guadagni, consumi" non funziona più, e la gente si trova drammaticamente priva di una prospettiva. Si disgregano le famiglie, si distrugge il tessuto sociale. Noi abbiamo deciso di unirci e reagire alla crisi. E di aiutare anche gli altri....".
Il centro "Stazumanu" di Padova propone cosi'corsi gratuiti di massaggi orientali e colloqui con lo psicologo del centro per cassaintegrati, precari, pensionati, imprenditori che hanno perso l'azienda."Ci rivolgiamo a tutto il "popolo della crisi" che si chiude in casa -dice Nadia- che si isola, e non sa cosa fare". La Provincia della città veneta adesso pare interessata all' iniziativa. "Bisogna resistere - sorride Marco - quelli della pianura veneta siamo gente tenace...il lavoro bisogna inventarselo, c'è ben poco, ormai, da queste parti. Con lo studio riusciamo a realizzare uno piccolo stipendio, l'affitto costa e poi c'è il problema dell'albo. La figura dell'operatore shatzu non è riconosciuta come una categoria professionale. Meno male che i miei hanno un po' di campagna, tante galline, un'orto. Così tiriamo avanti con dignità".
"Ma l'amarezza e un nodo alla gola -continua Marco- mi prendono quando penso a come ho perso il lavoro in fabbrica. Ricordo ancora quelle mani sporche, mani da metalmeccanico, ma come insegna la filosofia orientale nulla rimane fermo, tutto si trasforma". Cartolina dal Nord Est italiano. Cartolina dalla crisi che sta profondamente trasformando il Veneto: da terra del miracolo economico italiano a landa senza piu' lavoro.
Marco Marangoni si guarda le mani. "Ora sono belle e pulite, sai". Parla in padovano, una parlata simpatica, allegra. Incontriamo Marco in mezzo a capannoni sui quali campeggia la scritta "Affittasi". Un tempo le mani di Marco erano sporche di olio degli ingranaggi della macchine, mani da metalmeccanico. Fino al 2010 la vita del ragazzo di San Donà di Piave era come quella di tanti altri del Nord Est: alzarsi presto, andare a lavorare in fabbrica accanto a casa, due chiacchiere al bar, qualche hobby e così fino a quando nel Veneto é arrivata, con ferocia, la crisi. E improvvisamente la vita di Marco è cambiata. In un attimo, come è accaduto per tanti da queste parti.
Nell'azienda metalmeccanica dove Marco aveva un contratto part-time, una azienda medie dimensioni, dove il padrone spesso è un ex operaio si rimbocca le maniche. Un padrone che un giorno -suo malgrado, e col magone- si è visto costretto a decidere che bisognava fare tagli del personale. Marco aveva altri 25 colleghi più grandi, tutti padri di famiglia. E tra loro, Marco, dal taglio di capelli sbarazzino e una grintosa parlantina. Forse lui ce la farà, pensò il padrone."E' uno che se la caverà, saprà inventarsi qualcosa". Così due anni fa, a 35 anni, Marco è stato lasciato a casa, per lui le porte della fabbrica si sono chiuse per sempre. Un assegno da cassaintegrato, un letto a casa dei genitori. Marco ricorda bene le mattine fredde e senza prospettiva: uscire da casa, un caffè al bar, non sapere dove andare.
"I cassaintegrati dalle nostri parti -racconta Marco- si vergognano di uscire. Quando perdi il lavoro, perdi un po' il valore e per questo le persone non ce la fanno, e arrivano ad uccidersi...". Ma Marco aveva grinta, non si rassegnava, voleva tornare a lavorare ad ogni costo. "L'ideona -come la chiama- è venuta in mente quando ha visto in tv il servizio sul barbiere inglese che non riuscendo più a sostenere le spese della bottega, si era piazzato con un furgoncino sulle piazzole delle austostrade proponendo agli automobilisti taglio-capelli- barba a soli 5 euro. Marco, mentre scorrevano in tv le immagini di quel servizio, ha avuto l'"ideona". E' stato un attimo, ha deciso di fare lo stesso, andare in autostrada, nelle piazzole di sosta, ma proponendo massaggi shatzu. Si, perché nel 2008 Marco era diventato operatore professionista del massaggio giapponese, con tanto di diploma.
E da lì -e con l'autorizzazione dell' assessorato regionale dei Trasporti della Regione Veneto- ha tentato questa avventura. Un furgone, con un bel futon colorato, e ore e ore guardando sfrecciare le auto, in attesa che qualche automobilista stressato si fermasse per una seduta di massaggio. Dopo qualche mese di autostrada, Marco decide di cambiare rotta. Ad un seminario sullo shatzu incontra Nadia, un'operatrice professionista anche lei. Da un po' di mesi Nadia è senza lavoro perché il negozio dove lavorava come commessa ha chiuso i battenti. Così, dopo un caffè allo stesso tavolo del bar, parlando di passato di presente e di futuro, il cassaintegrato e la disoccupata decidono di aprire un piccolo studio di massaggi. Per le prime spese, utilizzano il Tfr di Marco, aprono la partita Iva, girano e rigirano tutta Padova per trovare in affitto un piccolo appartamentino adatto allo studio.
Un'impresa non facile, visto che il business degli affitti agli studenti a Padova è secondo solo al giro di affari legati alla figura del Santo Patrono. Alla fine, la sorte sembra sorridere a Marco e Nadia. E finalmente apre lo studio "Shatzumanu"! In poco tempo Marco e Nadia incontrano altri disoccupati e precari. Tra questi, uno psicologo e una dietista. E così lo studio shatzu diventa un vero e proprio centro olistico. "Lo Shatzu non è soltanto un massaggio, ma una filosofia di vita che insegna ad adattarsi alle trasformazioni -racconta Nadia- la crisi nel Veneto è nera, ha sconvolto il sistema di vita di tante persone, lo schema "lavori in fabbrica, guadagni, consumi" non funziona più, e la gente si trova drammaticamente priva di una prospettiva. Si disgregano le famiglie, si distrugge il tessuto sociale. Noi abbiamo deciso di unirci e reagire alla crisi. E di aiutare anche gli altri....".
Il centro "Stazumanu" di Padova propone cosi'corsi gratuiti di massaggi orientali e colloqui con lo psicologo del centro per cassaintegrati, precari, pensionati, imprenditori che hanno perso l'azienda."Ci rivolgiamo a tutto il "popolo della crisi" che si chiude in casa -dice Nadia- che si isola, e non sa cosa fare". La Provincia della città veneta adesso pare interessata all' iniziativa. "Bisogna resistere - sorride Marco - quelli della pianura veneta siamo gente tenace...il lavoro bisogna inventarselo, c'è ben poco, ormai, da queste parti. Con lo studio riusciamo a realizzare uno piccolo stipendio, l'affitto costa e poi c'è il problema dell'albo. La figura dell'operatore shatzu non è riconosciuta come una categoria professionale. Meno male che i miei hanno un po' di campagna, tante galline, un'orto. Così tiriamo avanti con dignità".
"Ma l'amarezza e un nodo alla gola -continua Marco- mi prendono quando penso a come ho perso il lavoro in fabbrica. Ricordo ancora quelle mani sporche, mani da metalmeccanico, ma come insegna la filosofia orientale nulla rimane fermo, tutto si trasforma". Cartolina dal Nord Est italiano. Cartolina dalla crisi che sta profondamente trasformando il Veneto: da terra del miracolo economico italiano a landa senza piu' lavoro.
