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Bambini zombie in Uganda, colpiti da una misteriosa malattia

Dimenticate l’Uganda di Joseph Kony, che di sicuro non è l’unico male di questo paese dove sta accadendo qualcosa di misterioso ai bambini. A nord dello stato africano, infatti, ci sono circa 3.000 bambini affetti da una malattia che li riduce, secondo alcuni, a zombie. Non parliamo di nessun fenomeno paranormale, ma di un virus chiamato “Nodding disease”, di cui non si conoscono ancora le cause e non esiste una cura.

Il fenomeno è parecchio diffuso nella parte orientale dell’Africa e quindi in Uganda, Sudan, Libia e Tanzania. I contagiati accertati sono circa 3.000; di questi 200 hanno perso la vita. Ad essere colpiti sono soprattutto i bambini tra i 5 e i 15 anni, che lentamente si riducono a stato vegetativo e sono costretti ad abbandonare scuola e vita normale. Il “Nodding disease” si presenta all’inizio come una forma di epilessia: gli attacchi fanno agitare ripetutamente il capo come se si annuisse (to nod= annuire), fino a veri scompensi della personalità: smarrimento, perdita di memoria, cambiamenti di umore e comportamenti violenti. Il cervello sembra arrestare il suo sviluppo, portando un ritardo mentale a chi ne è affetto.
I medici stanno studiando il caso, ma al momento cercano di limitare i danni in assenza di una vera cura. A seguire l’epidemia da vicino c’è la World Health Organization, che ha stabilito una rete di controllo per sorvegliare la malattia. "Abbiamo bisogno di rafforzare la sorveglianza nelle comunità colpite in modo da essere in grado di identificare altri problemi gravi e conoscere meglio la grandezza del NS", ha dichiarato recentemente il Dott. Abdinasir.a capo della task force del WHO sul caso.
L’ipotesi più plausibile sulla malattia è che sia di tipo virale, causata dalla mosca nera; un insetto che vive nella regione, in grado di trasportare il verme parassita Onchocerca Volvulus. Un’altra ipotesi al vaglio dei medici sarebbe la carenza di vitamina B-6. Al momento il “Nodding disease” viene curato con i farmaci contro l’epilessia, che si mostrano efficaci solo ai primi stadi.
Questa malattia non è la prima volta che si manifesta, ma mai in maniera così capillare e violenta. La prima comparsa del virus risale agli anni ’60 in Sudan e in Tanziana, fino ad esplodere ai giorni nostri.
La CNN si è occupata recentemente della vicenda, raccogliendo alcune testimonianze nei villaggi dove i bambini affetti da “Nodding disease” sono quasi quanto quelli sani. Tra le varie testimonianze c’è quella di Grace Lagat che ha ben due figli colpiti da questo male: Pauline e Thomas. Grace ha spiegato ai giornalisti della CNN che a volte è costretta a legale in giardino i suoi figli quando si deve assentare, perché la malattia li porta a scappare e a vagare nel vuoto. Inoltre, quando sono legati, i bambini cercano di mangiare i nastri che li tengono fermi. I poveri piccoli, avendo perso ogni cognizione spazio-temporale, hanno poi dovuto abbandonare la scuola.
Al momento i medici non parlano di un’epidemia che si sta diffondendo, poiché il male è circoscritto all’est dell’Africa. Tutta via il pericolo è ugualmente elevato per tutto il continente, dove non mancano problemi legati a malattie, povertà e sotto-sviluppo.

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