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Accusa di frode fiscale per Gelli. Sequestrata villa Wanda
Licio Gelli è indagato dalla procura di Arezzo per reati fiscali e sottrazione fraudolenta di 17 milioni di euro di imposte dai redditi. In realtà sono sei in tutto gli indagati: Licio Gelli, la moglie Gabriella Vasile,i tre figli Maurizio, Maria Rosa e Raffaello, e un nipote, Alessandro Marsilli. E per convincerli che stavolta si fa sul serio c’è anche il sequestro preventivo di villa Wanda, residenza di Gelli sulle colline toscane. La Guardia di Finanza, su mandato della Procura di Arezzo,stamattina si è presentata a Villa Wanda, la residenza dove l'ex capo della loggia P2 vive ai domiciliari.

La vicenda si trascina da tempo. L'indagine ha consentito di scoprire un sistema di frode architettato dalla famiglia Gelli al fine di non pagare le imposte dovute allo Stato e evitare che Equitalia potesse pignorare la villa di famiglia, tentando di venderla fittiziamente ad una societa' terza. Nell 1998, l'Agenzia delle entrate aretina entrava in possesso di un testamento olografo di Licio Gelli, rinvenuto dalle autorita' di polizia giudiziaria francesi, attestante sue significative disponibilita' patrimoniali in territorio estero, nonche' di documentazione comprovante il sostenimento di spese a favore dei tre figli, Raffaello, Maria Rosa e Maurizio, per rilevantissimi importi, ben superiori ai redditi dichiarati. Da qui derivano contestazioni di omessi pagamenti di imposte sui redditi e di registro, che, dopo i ricorsi vinti dall'amministrazione finanziaria davanti alle commissioni tributarie, sono stati quantificati in cartelle esattoriali nei confronti di Licio Gelli per 8,8 milioni di euro, del figlio Maurizio per 7,2 milioni, della figlia Maria Rosa per 1,1 milioni e del primogenito Raffaello per 500 mila euro.Nel 2010 la Cassazione aveva accolto un ricorso dell'Agenzia delle Entrate, che stabiliva come Gelli dovesse pagare tasse su alcune proprietà immobiliari, in Italia e all'estero, lasciate ai suoi familiari assieme a molti oggetti, oltre a proventi occultati derivanti da interessi percepiti sui prestiti.

Due i passaggi chiave dell'operazione fraudolenta: le iscrizioni ipotecarie sull'immobile a favore della moglie di Licio Gelli e del nipote, a fronte di crediti vantati dagli stessi per l'erogazione di presunti finanziamenti nei confronti della societa' di famiglia; quindi, ottenuta tale giustificazione formale, la successiva alienazione del compendio immobiliare nell'asse patrimoniale di una societa' romana, precostituita ad hoc e sempre riconducibile ai medesimi congiunti di Licio Gelli. Il sequestro preventivo e' stato disposto dal gip del Tribunale di Arezzo, Annamaria Loprete, su richiesta del procuratore, Roberto Rossi. La storica dimora di Licio Gelli, meglio conosciuta come 'Villa Wanda', si trova sulla collina di Santa Maria delle Grazie ad Arezzo, ed e' composta da due fabbricati, per un totale di 32,5 vani, con annessi piscina e locale serra, e da terreni agricoli della superficie complessiva di 11.150 metri quadrati.

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