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Datagate, altre spiate informatiche contro Francia e Messico. Ambasciatore Usa convocato a Parigi
Il Datagate continua ad avvelenare le relazioni internazionali degli Usa. Stavolta tocca a Francia e Messico. Il premier francese, Jean-Marc Ayrault, nel corso di una visita in Danimarca, si e' detto ''scioccato'' per le attivita' di spionaggio degli Usa in Francia e ha chiesto a Washington ''risposte chiare su queste pratiche''.
Nel corso di una visita a Copenaghen ha chiesto "la creazione di condizioni di trasparenza per porvi fine''. Stamattina l'ambasciatore Usa a Parigi è stato convocato da Fabius al Quai d'Orsay.

Anche il governo messicano ha condannato "in modo categorico" il presunto monitoraggio della posta elettronica dell'ex presidente Felipe Calderon, definendo "inaccettabile, illegittima e contraria al diritto messicano ed internazionale" questa attivita' della National Security Agency (Nsa) americana, in un duro comunicato ufficiale del ministero degli Esteri.
Il settimanale tedesco Spiegel aveva rivelato, in base alle informazioni ottenute dall'ex analista della Nsa Edward Snowden, che l'intelligence Usa controllava da vicino le attivita' di Calderon durante la sua presidenza (2006-2012), cosi' come quella dei membri del suo gabinetto.
Nel comunicato si ricorda che il presidente Barack Obama si e' impegnato in un recente incontro con il suo omologo messicano, Enrique Pena Nieto, a condurre "un'inchiesta esaustiva che porti a definire responsabilita' precise" sulla questione dello spionaggio estero della Nsa, sottolineando che questa inchiesta "deve concludersi nei tempi piu' brevi".
L'azione invasiva di intelligence Usa nei confronti del cuore dello Stato messicano - denominata 'Flatliquid' - sarebbe stata compiuta da un'unita' speciale della NSA, la Tailored Access Operation (TAO), a cui sono affidate alcune operazioni mirate, considerate di particolare difficolta' sul fronte dell'accesso alle informazioni. Sulla base di un documento classificato come 'top secret' del maggio 2010 - rivela lo Spiegel - la Tao affermava: ''Missione compiuta. Siamo entrati nel dominio della rete internet della presidenza messicana e per la prima volta abbiamo ottenuto l'accesso all'account e-mail del presidente Calderon''.
Nel dominio in questione - spiegano gli esperti – passano informazioni anche di altri membri del governo, comprese comunicazioni di tipo diplomatico, economico e relativo ai rapporti tra i leader. In un altro documento alcuni responsabili della NSA affermano: ''L'ufficio del presidente messicano e' ora per noi una fonte redditizia di informazioni''. Ma c'e' dell'altro: in un'altra operazione chiamata 'Whitetamale' (dal nome di un piatto messicano) la NSA avrebbe ottenuto l'accesso alle e-mail e ai 'talking points' di alti funzionari della pubblica sicurezza dello Stato confinante, molti dei quali impegnati sul fronte della lotta alla droga e al traffico di esseri umani.

Secondo Claudio Fava, deputato di Sel e componente del Copasir, il comitato parlamentare di controllo sui servizi di sicurezza,le spiate informatiche avevano di mira anche l’Italia. Con l’aggravante, ha detto Fava intervenendo ad Effetto Giorno, le notizie in 60 minuti, su
Radio24, che "i servizi italiani ne erano al corrente". "Mi sembra chiaro che e' avvenuto anche in Italia - dice Fava - Se si va guardare il pezzo di Le monde ci offre un dato puntuale su quello che avveniva con la Francia, ma ricordando anche che lo stesso sistema di raccolta a strascico di dati in base ad alcuni sensori e' stato fatto nei confronti di altri Paesi, cosa che non e' stata smentita dai vertici dei servizi segreti americani con i quali abbiamo avuto una serie di incontri due settimane fa a Washington. Ci hanno spiegato che il loro scrupolo principale e' stato quello di rispettare le leggi americane sulla privacy e intervenire a tutela della sicurezza del Paese. Che tutto questo confligga con le leggi nazionali di Paesi alleati e' un punto di vista che loro non hanno, ma che noi dovremmo avere". Fava denuncia "qualche incertezza" delle nostre strutture di intelligence e dell'esecutivo. "Al governo chiediamo maggiore chiarezza e anche maggiore autorevolezza: noi abbiamo appreso come tutti da fonti di stampa che persino l'ambasciata italiana a Washington era sotto intercettazione. Ci saremmo aspettati un gesto di chiarezza dal Governo”.

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