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Perché odio il Giorno del Ringraziamento

Oggi negli Stati Uniti si festeggia il Giorno del Ringraziamento.

Lo storico Howard Zinn ci racconta che gli uomini e le donne Arawak, nudi, fulvi e colmi di meraviglia, emersero dai loro villaggi sulle spiagge dell’isola e nuotarono a largo per dare un’occhiata piu’ da vicino a quella grande e strana barca. Quando Colombo e i suoi marinai giunsero a terra, brandendo le spade e parlando in modo strano, gli Arawak corsero ad accoglierli, gli portarono cibo, acqua, regali. Colombo scrisse piu’ tardi di questo sul giornale di bordo. Ecco cosa scrisse: "Ci portarono pappagalli e balle di cotone e lance e molte altre cose, che scambiarono con le perline di vetro e i campanelli per i falchi. Essi scambiarono di buon grado tutto cio’ che possedevano. Erano ben formati, con corpi armoniosi e fattezze gradevoli. Non portano armi, e non le conoscono, giacche’ io gli mostrai una spada ed essi la presero di lato e si tagliarono. Non hanno il ferro. Le loro lance sono fatte di canna di zucchero. Sarebbero degli ottimi domestici. Siamo riusciti in 50 a soggiogarli tutti e e fargli fare qualunque cosa volessimo." E cosi’ la conquista ebbe inizio, e laThanotocrazia – il regime della morte – fu inaugurata sul continente che gli Indiani chiamavano "Isola delle tartarughe." Probabilmente gia’ sapete buona parte della storia: come l’armata di Colombo rese prigioniere le popolazioni Arawak e Taino e insistette perche’ lo conducessero alla fonte del loro oro, che essi usavano per minuscoli ornamenti alle loro orecchie. E di come, con estremo disprezzo e crudelta’, Colombo portò molti Indiani come prigionieri a bordo della Nina e della Pinta – essendosi la Santa Maria arenata presso l’isola Hispañola (oggi la Repubblica Domenicana e Haiti). Se qualcuno si rifiutava di essere preso prigioniero, veniva ferito con le spade e lasciato morire dissanguato. Poi la Nina e la Pinta salparono per le Azzorre e la Spagna. Durante il lungo viaggio, molti degli Indiani prigionieri perirono. Ecco una parte del resoconto di Colombo alla Regina Isabella e al Re Ferdinando di Spagna: "Gli Indiani sono cosi’ ingenui e liberali con i propri averi che nessuno che non abbia veduto con i propri occhi ci crederebbe. Quando gli chiedi qualcosa in loro possesso, non rispondono mai di no. Al contrario, spesso si offrono di condividere con chiunque." Colombo concluse il suo resoconto chiedendo un piccolo aiuto al Re e alla Regina, e in cambio gli avrebbe offerto "tanto oro quanto ne avete bisogno, e tanti schiavi quanti ne chiedete." Colombo ritorno’ nel Nuovo Mondo – "nuovo" per gli Europei – con 17 navi e piu’ di 1.200 uomini. Il loro obiettivo era evidente: schiavi e oro. Navigarono da un’isola all’altra dei Caraibi, prendendo gli Indiani come prigionieri. Ma la notizia giro’. Quando giunsero a Fort Navidad a Haiti, i Taino si erano ribellati e avevano ucciso tutti i marinai che erano li’ rimasti dopo il viaggio precedente, dopo che avevano scorazzato per l’isola in bande, stuprando le donne e prendendo bambini e donne come schiavi. Colombo piu’ tardi scrisse: "In nome della Santa Trinita’, ci sia consentito continuare a spedire tutti gli schiavi che possono essere venduti." Gli Indiani cominciarono a resistere, ma non riuscivano a tenere testa ai conquistatori spagnoli, anche se li superavano grandemente per numero. In otto anni gli uomini di Colombo uccisero piu’ di 100.000 Indiani nella sola Haiti. In generale, piu’ di 3 milioni di Indiani furono uccisi tra il 1494 e il 1508, morendo come schiavi nelle miniere, o uccisi direttamente, o decimati dalle malattie portate ai Caraibi dagli Spagnoli. Cio’ che Colombo fece agli Arawak delle Bahamas e ai Taino dei Caraibi, Cortez fece agli Aztechi in Messico, Pizarro agli Inca del Peru’, e i coloni inglesi fecero in Virginia e Massachusetts ai Powhatan e ai Pequoti. Milioni di nativi vennero letteralmente massacrati. E l’oro, gli schiavi e le altre risorse vennero usate, in Europa, per favorire in Europa la crescita della nuova economia del denaro che nasceva dal feudalesimo. Karl Marx piu’ tardi chiamera’ questo "il primitivo accumulo di capitale." Questo fu il sanguinoso inizio di un intricato sistema di tecnologia, affari, politica e cultura che avrebbe dominato il mondo per i cinque secoli a seguire.Tutto cio’ fu alla base del primo Thanksgiving. Nelle colonie inglesi del Nord America, la struttura fu definita presto, cosi’ come l’aveva definita Colombo nelle isole Bahamas. Nel 1585, prima che vi fosse un insediamento inglese permanente in Virginia, Richard Grenville approdò lì con sette navi. Gli Indiani che incontrò erano ospitali, ma quando uno di loro rubò una piccola tazza d’argento, Grenville saccheggiò e bruciò l’intero villaggio indiano.La colonia di Jamestown venne istituita in Virginia nel 1607, all’interno del territorio di una confederazione indiana, guidata da un capo, Powhatan. Powhatan osservò gli Inglesi stabilirsi sulle terre del suo popolo, ma non attaccò. E gli Inglesi cominciarono a morire di fame. Alcuni di essi scapparono e si unirono agli Indiani, dove almeno sarebbero stati nutriti. In effetti, nel lasso di tempo della colonizzazione, decine di migliaia di domestici, prigionieri e schiavi – provenienti dal Wales e la Scozia cosi’ come dall’Africa – fuggirono per vivere nelle comunita’ indiane, sposarsi e crescere i propri figli. Nell’estate del 1610 il governatore della colonia di Jamestown chiese a Powhatan di restituirgli coloro che erano fuggiti e che vivevano presso gli Indiani. Powhatan lasciò decidere agli evasi, e nessuno di essi volle ritornare. Il governatore di Jamestown di conseguanza inviò dei soldati, per vendicarsi. Essi calarono sulla comunità indiana, uccisero 15 o 16 Indiani, bruciarono le case, tagliarono il grano che cresceva intorno al villaggio, presero la donna a capo della tribù insieme ai suoi bambini e li caricarono su barche, poi buttarono i bambini nel fiume e gli spararono alla testa. La donna fu più tardi fatta scendere dalla barca e pugnalata a morte. Al 1621, le atrocità commesse dagli Inglesi erano aumentate, e la notizia si sparse tra i villaggi indiani. Gli Indiani si difesero e uccisero 347 coloni. Da quel momento fu una guerra totale. Non essendo capaci di rendere schiavi gli Indiani, l’aristocrazia inglese decise di sterminarli.

E poi arrivarono i Pilgrim. Quando i Pilgrim giunsero nel New England, anch’essi non trovarono una terra inabitata, ma occupata da tribu’ indiane. La storia racconta che i Pilgrims, che erano Cristiani della setta dei Puritani, stavano fuggendo la persecuzione religiosa portata avanti in Europa. Essi avevano abbandonato l’Inghilterra e si erano imbarcati sul Mayflower in Olanda, e da lì avevano navigato fino aPlymouth Rock, nell’attuale Massachusetts. Nonostante fossero stati vittime di una persecuzione religiosa, essi fecero immediatamente ricorso alla loro religione per motivare la loro persecuzione verso gli altri. Fecero riferimento alla Bibbia, al Salmo 2:8: "Chiedi a me, ti darò in possesso le genti e in dominio i confini della terra." Per giustificare l’uso della forza per impadronirsi delle terre, citarono l’epistola di San Paolo ai Romani, 13:2: "Quindi chi si oppone all'autorita’, si oppone all'ordine stabilito da Dio. E quelli che si oppongono si attireranno addosso la condanna." I Puritani vivevano una tregua precaria con gli indiani Pequot, che occupavano l’area che ora corrisponde al sud Connecticut e a Rhode Island. Ma li volevano fuori dai piedi; volevano la loro terra. Ed essi sembravano voler affermare saldamente le loro regole presso tutti gli abitanti del Connecticut. Nel 1636 una spedizione armata lasciò Boston per attaccare gli indiani Narragansett sull’isola di Block. Gli Inglesi approdarono e uccisero alcuni Indiani, ma gli altri si nascosero nelle fitte foreste dell’isola e gli Inglesi passarono da un villaggio abbandonato all’altro, distruggendo le coltivazioni. Poi risalparono verso la terraferma e fecero incursione nei villaggi dei Pequot lungo la costa, ancora distruggendo i raccolti. Gli Inglesi continuarono ad appiccare fuoco alla capanne dei villaggi. Bruciarono un villaggio dopo l’altro. Come disse uno dei preminenti teologi del tempo, il Dottor Cotton Mather: "Si stima che non meno di 600 anime di Indiani Pequot furono spedite all’Inferno quel giorno." E Cotton Mather, stringendo la sua Bibbia, incitò gli Inglesi a massacrare ancora piu’ Indiani nel nome della Cristianita’.

Trecentomila Indiani furono uccisi nel New England negli anni seguenti. E’ importante notare che gli Inglesi normali non volevano questa guerra e spesso, molto spesso, rifiutarono di combattere. Alcuni intellettuali europei come Roger Williams si dichiararono pubblicamente contrari. E alcuni coloni si unirono agli Indiani e presero persino le armi contro gli invasori inglesi. Era l’elite puritana a volere la guerra, per l’oro, per il potere. E, alla fine, la popolazione indiana di 10 milioni che abitava il Nord America all’epoca della venuta di Colombo fu ridotta a meno di un milione. Il modo in cui vivevano le diverse popolazioni indiane – in comune, in concordia, prendendo decisioni attraverso consigli dell’intera tribu’, ciascuna tribu’ caratterizzata da diversi rapporti sessuali e di matrimonio, dove varie tipologie di sessualita’ erano praticate normalmente – contratstava drammaticamente con i valori fondamentalisti dei Cristiani Puritani. Tra i Puritani, gli uomini prendevano tutte le decisioni, mentre nella confederazione Iroquoi, che attualmente corrisponde allo stato di New York, le donne sceglievano gli uomini che avrebbero rappresentato il clan ai consigli dei villaggi e delle tribu’; erano le donne a decidere se andare in guerra o no. L’idea cristiana della predomio maschile e della subordinazione femminile era praticamente assente nella società Iroquoi. Vi erano molte altre differenze culturali: gli Iroquoi non usavano punire duramente i bambini. Non insistevano con uno svezzamento precoce o con l’educazione anzitempo della pulizia, ma lasciavano che i bambini imparassero gradualmente a prendersi cura di se stessi. Inoltre non credevano nella proprietà della terra; essi utilizzavano la terra e la abitavano. L’idea della proprieta’ privata era considerata assurda, ridicola. I Cristiani europei, dall’altra parte, nello spirito dell capitalismo emergente, volevano il possesso e il controllo su ogni cosa – persino sui bambini e sugli altri esseri umani. Il pastore della colonia dei Pilgrim, John Robinson, percio’ raccomando’ ai suoi parrocchiani: "Vi e’ di certo nei bambini una testardaggine, una risolutezza che originano dal naturale orgoglio, che devono, in primo luogo, essere spezzati e abbattuti; cosicche’ i fondamenti della loro educazione vengano posti nell’umilta’ e nell’arrendevolezza, le altre virtu’ possono, a loro tempo, essere costruite su queste fondamenta."L’idea penetrò a fondo. Un colono disse che la calamita’ che aveva distrutto la tribu’ Patuxet – una combinazione di schiavitu’, uccisione da parte dei coloni e malattie – era "la meravigliosa preparazione del Signore Gesu’ Cristo voluta dalla Provvidenza per la venuta della sua gente nel nuovo mondo occidentale." I Pilgrim rubarono dalle tombe deiWampanoag il cibo che era stato sepolto, per motivi religiosi, con i defunti. Ogni volta che i Pilgrim si accorgevano di essere osservati, sparavano ai Wampanoag, e li privavano dello scalpo. Scotennare era un’attivita’ sconosciuta agli Indiani del New England, prima della sua introduzione da parte degli Inglesi, che iniziarono offrendo le teste dei nemici e piu’ tardi accettando gli scalpi.

"Cosa pensa della civilizzazione occidentale?" fu chiesto a Mahatma Gandhi negli anni intorno al 1940. Gandhi rispose: "La civilizzazione occidentale? Penso che sarebbe una buona idea." E cosi’ avvenne la "Civilizzazione", la civilizzazione dell’Europa Cristiana, una "forza civilizzatrice" che fu massimamente minacciata dalla bella anarchia degli Indiani che incontrarono, che vennero cosi’ massacrati.

Questi sono i Puritani che gli Indiani "salvarono", e che noi celebriamo durante la festa del Ringrazimento. Tisquantum, conosciuto anche come Squanto, un membro della nazione indiana Patuxet. Samoset, della nazione indiana Wabonake, che abitava nel Maine. Essi andarono nei villaggi dei Puritani e, avendo imparato a parlare inglese, portarono carne di cervo e pelli di castoro per i Pilgrim affamati e infreddoliti. Tisquantum stette con loro e li aiutò a sopravvivere durante i primi anni nel Mondo Nuovo. Insegnò loro a navigare, pescare e a coltivare il mais e altri ortaggi. Gli indico’ le piante velenose e gli mostro’ come altre piante potessero essere usate come medicine. Egli inoltre negoziò un accordo di pace tra i Pilgrim e Massasoit, capo dei Wampanoag, un accordo che diede tutto ai Pilgrim e nulla agli Indiani. E persino quell’accordo venne presto infranto. Tutto questo viene celebrato come il Primo Ringraziamento. Il mio pensiero? Gli Indiani avrebbero dovuto lasciare morire i Pilgrim. Ma non potevano farlo. La loro umanità li portava ad assistere altri essere umani bisognosi. E per quel sentimento bello, umano e amorevole essi – e anche coloro che non sono Indiani – pagarono un prezzo terribile: il genocidio degli abitanti nativi dell’Isola delle Tartarughe, che oggi e’ chiamata America.[...] [...]Nel 1664 i Puritani avevano sconfitto gli Indiani.

Ricordiamo Thomas Morton, l’uomo che nel 1626 andò a Merry Mount nel Quincy Mass con i suoi amici indiani piantò il primo Maypole in America, in spregio alla regola puritana. I Puritani distrussero l’albero, esiliarono lui, tormentarono gli Indiani, e impiccarono i gay. Morton era giunto da solo, da marinaio e immigrante. Cosi’ aveva fatto Anna Lee, che giunse qualche anno piu’ tardi, la proletaria di Manchester che fondò gli Shaker, che vivevano in comunità separati in base al sesso, e che pregavano dio in danza estatiche, e che misero in gran difficoltà i Puritani. La storia del Maypole come simbolo di rivolta continuò. Attraversò le culture e proseguì negli anni. Nel tardo ‘800, iSioux iniziarono la Ghost Dance in cerchio, "con un grosso abete nel centro, che era ricoperto di nastri di vari colori, penne d’aquila, uccelli impagliati, artigli e corni, tutte offerte al Grande Spirito." Essi non lo chiamavano Maypole e danzavano per l’unità di tutti gli Indiani, il ritorno dei morti, e l’espulsione degli invasori in una giornata particolare, il 4 luglio.

Wovoka, un Indiano Paiute del Nevada, iniziò tutto. Espropriato, si tagliò i capelli. Per comprare angurie guidava il carro merci per lavorare nei campi di luppolo dell’Oregon con un salario minimo, sfruttato. Gli Indiani Puget Sound avevano una nuova religione – essi smisero di bere alcol, entrarono in estasi, e danzarono per cinque giorni, sobbalzando e contorcendosi, urlando per avere indietro la loro terra, proprio come gli Shakers! Wovoka riporto’ questo in Nevada: "Tutti gli Indiani devono ballare, ovunque, e continuare a ballare." Presto cominciarono tutti. Porcospino porto’ la danza ai Sioux. Nuvola Rossa e Toro Seduto muovevano il piede destro davanti a quello sinistro, senza alzarli da terra. Gli agenti federali vietarono la Ghost Dance! Dichiararono che essa era la causa della rivolta dei Sioux, cosi’ come i Puritani avevano dichiarato che il Maypole era stata la causa delle rivolte proletarie del primo maggio, cosi’ come gli Shaker stavano facendo danzare le persone verso la comunita’ e fuori dal Puritanesimo.Nel dicembre 29 del 1890 il governo (con fucili Hotchkiss che sparavano 50 proiettili da 2 libbre di esplosivo al minuto – sempre all’avanguardia in fatto di armi!) massacro’ piu’ di 300 tra uomini, donne e bambini a Wounded Knee. Cosi’ come nell’olocausto di Waco, o nel bombardamento del MOVE in Filadelfia, lo Stato negò la propria responsabilità. Il dipartimento di Etnologia inviò James Mooney per compiere delle indagini. Egli scrisse: "Gli Indiani furono responsabili dello scontro." Nel 1970, la citta’ di Plymouth Rock, in Massachusetts, tenne, come ogni anno, una cerimonia di Ringraziamento organizzata dagli abitanti. Ci furono molti doscorsi per la folla presente. Quell’anno – l’anno dell’invasione segreta di Nixon alla Cambogia; l’anno in cui 4 studenti vennero massacrati all’Universita’ di Kent e 13 feriti per essersi opposti alla guerra; l’anno in cui cercarono di giustiziare sulla sedia elettrica Bobby Seale ed Erica Huggins delle Pantere Nere – il dipartimento del Commercio del Massachusetts chiese agli Indiani Wampanoag di scegliere un oratore per mettere in luce il 350esimo anniversario dell’arrivo dei Pilgrim, e del primo Ringraziamento. Frank James, che e’ un Wampanoag, venne prescelto. Ma prima che gli fosse concesso parlare gli fu detto di mostrare una copia del suo discorso ai bianchi che si occupavano della cerimonia. Quando lessero cosa aveva scritto, non gli permisero di leggerlo. Prima, il genocidio. Poi, la soppressione di qualsiasi discussione a proposito. Cosa trovano in questo gli Indiani da “ringraziare” in quest’America? Perche’ qualcuno dovrebbe “ringraziare” per il genocidio degli Indiani, che questa “festa” commemora? Mentre noi sediamo a tavola con le nostre famiglie il giorno del Ringraziamento, trovando un’occasione per non andare a lavoro o per stare per strada ed essere in un posto accogliente con persone a cui teniamo, noi ci rendiamo conto che tutte le cose per le quali dobbiamo essere grati non hanno niente a che fare con i Pilgrim, niente a che fare con la storia americana, ma sono molto legate alla vita alternativa, anarco-comunista condotta dagli Indiani, prima che venissero massacrati dai colonialisti, nel nome della privatizzazione e della ricerca spasmodica dell’oro e del lavoro.

Sì, sono americano. Ma sono un americano in rivolta. Sono in rivolta contro la festa nota come Thanksgiving. Sono stato accusato di voler tornare indietro nel tempo, di essere contro il progresso. Contro queste accuse, mi dichiaro colpevole. Voglio tornare indietro nel tempo, quando le persone vivevano in comune, prima che il dio cristiano dei coloni giungesse su queste sponde per santificare il loro terrorismo, la schiavitu’, il loro odio per i bambini, il loro oppressione sulle donne, i loro olocausti. Ma questo e’ impossibile. Cosi’ attendo la distruzione totale dell’apparato di morte noto come Amerika – non le persone, non la natura bellissima, ma l’apparato, lo Stato, il capitalismo, la Cristianità e tutto ciò che rappresenta. Attendo un futuro dove avrò dei figli in Amerika, e... loro saranno i nuovi Indiani.

[Documento originale Why I Hate Thanksgiving di Mitchel Cohen]

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