Mercoledì 01 Aprile 2020 - Ultimo aggiornamento 22:20
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
"Stand up for journalism", giornata europea dei giornalisti. "Non siamo criminali"
Il 5 novembre è la giornata di ''Stand up for Journalism'', promossa dalla Federazione europea dei giornalisti, che quest'anno ha come slogan: "I giornalisti non sono criminali". Con novembre, infatti, comincia il mese di testimonianza dei giornalisti europei per il rispetto della dignita' e autonomia del loro lavoro. Centrali di potere di ogni genere tendono a criminalizzarli e ne fanno spesso un bersaglio. Per questo Efj,Ifj e Fnsi - spiega una nota - stanno inviando a tutte le autorita' europee il seguente appello: "Chiediamo una cultura di rispetto per i diritti dei giornalisti a informare i cittadini lealmente; l'accesso alla ricerca della verita' e' il primo diritto da affermare e tutelare. Chiediamo percio' la tutela delle nostre fonti. Siano bloccati tutti gli abusi e le interferenze di controllo dei servizi di intelligence. Nessuna politica di sicurezza degli Stati li giustifica. E' interesse pubblico che i giornalisti siano, e possano essere, i garanti di una informazione libera e plurale che tenga gli occhi aperti su tutti i poteri. E', quindi, ora che tutte le leggi che criminalizzano il giornalismo, e ne limitano la funzione, siano cancellate. I giornalisti non sono criminali".

Nell’ambito della giornata, questa mattina a Roma, a partire dalle 10.30 presso la sede della Federazione nazionale della stampa, verrà presentato l' ultimo Rapporto di Lsdi sulla professione giornalistica in Italia. Al centro della prima parte del dossier - intitolato ''Il paese dei giornalisti'' - emergono dati particolarmente rilevanti tanto da far sorgere il dubbio che l'impianto complessivo del giornalismo italiano possa implodere su se stesso anche a breve
termine. Per questo i giornalisti chiedeono “una nuova stagione contrattuale, che includa pienamente il lavoro autonomo, e una radicale riforma dell' Ordine, ispirata al principio che il giornalismo e' un bene pubblico e che giornalista e' chi lo fa in maniera professionale, anche se non esclusiva o prevalente. Alla presentazione dello studio di Lsdi seguira' un incontro sull' impatto fortemente negativo che le pratiche di sorveglianza di massa denunciate col Datagate stanno avendo sul giornalismo d' inchiesta a livello globale. All' iniziativa interverranno, fra gli altri: Enzo Iacopino (presidente Ordine dei giornalisti), Pino Rea (coordinatore di Lsdi e curatore del Rapporto), Paolo Serventi Longhi (vicepresidente Inpgi), Franco Siddi (segretario generale Fnsi).

Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi