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Aggrediti a pugni, calci e cinghiate perché gay

È successo nella notte tra domenica e lunedì, al parco del Valentino. Quattro ragazzi presi a pugni e cinghiate, perché gay, da altri quattro ragazzi, di Nichelino, che volevano «fargliela pagare». Gli aggressori sono passati davanti a un locale e si sono accorti che era in corso una serata gay allora hanno cominciato a insultare, a lanciare bottiglie, rovesciare tavoli per poi passare alle botte, uno di loro anche con la cinta dei pantaloni e poi calci e pugni.

«Un episodio gravissimo», ha commentato il sindaco di Torino Piero Fassino, che si è detto sorpreso che un episodio simile sia accaduto in una città «che nella sua cultura e nel suo costume non ha mai avuto tensioni omofobe o intolleranti». Tra le forze politiche c'è chi torna a chiedere che sia varata in fretta una legge sull'omofobia, «la politica davanti a tutto questo non può chiudere gli occhi», dice Monica Cerutti di Sel, che ha presentato un'interrogazione al presidente del consiglio Enrico Letta, per sollecitare l'approvazione della legge «nel giro di una settimana». Sollecita la legge anche Sergio Lo Giudice, senatore Pd: «Quello che è successo a Torino è sconvolgente - commenta -. L'Italia continua a tollerare l'intollerabile, a dare legittimazione culturale a comportamenti che in Europa sono oltraggi alla civiltà». «Non riesco ad accettare quanto è successo - dice sconvolto uno dei ragazzi aggrediti - qualcosa deve cambiare».

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