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Franca Rame, "chi le ha voluto bene saprà ricordarla". Il ricordo di Dario Fo a Roma

Quando Franca Rame ci ha lasciato Dario Fo l’aveva detto: “chi gli ha voluto bene saprà ricordarla”. L’occasione c’è stata il 19 gennaio con il convegno al Teatro Torlonia (Villa Torlonia, appunto, in via Nomentana 70, Roma) “Roma ricorda Franca Rame” organizzato dall’Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica di Roma Capitale, dal Teatro Villa Torlonia, dalla Zètema progetto cultura, dalla sezione comunicazione e spettacolo dei tre Atenei di Roma e naturalmente dall’Archivio Franca Rame Dario Fo a otto mesi dalla scomparsa.

Proprio in questi giorni è stato in programmazione al Sistina “IN FUGA DAL SENATO”, spettacolo di Franca Rame, dove si vede Franca, in un dipinto di Fo, su una bicicletta con dei fiori sul portapacchi e nel cestino: è un’immagine che comunica Amore, Passione, Rispetto e Libertà.

Una maratona di quasi otto ore, dalla mattina alle 10.00 fino alle 17.30, per tentare di ripercorrere il lavoro artistico ma anche il vissuto di una donna straordinaria che ci ha lasciato così tanto, anche grazie alla lungimiranza con cui Franca ha conservato tutto, prima in forma cartacea e poi digitalizzando e rendendolo disponibile online fin dal 1993 all’indirizzo http://www.archivio.francarame.it/ come ci dice Marisa Pizza (Archivio Fo-Rame,Università di Roma “La Sapienza”).

Nei filmati proiettati, Jacopo Fo: ”uno dei primi ricordi che io ho è quello di mia madre, in camerino con questi enormi fogli di cartoncino che si faceva tagliare apposta da una cartiera e incollava tutti gli articoli di giornale ”, Franca Rame: “Dario non conservava niente, io conservavo tutto…”, Dario Fo:”è il luogo dove si ritrovano i testi che io avevo dato perduti.”

Proprio dell’Archivio si è parlato nella prima parte, intervallando, il dibattito tenuto dai docenti delle tre Università romane Marisa Pizza (La Sapienza), Giorgio De Vincenzi (Università Roma Tre), Marina Righetti (La Sapienza), Donatella Gavrilovich (Tor Vergata) con filmati e foto dell’Archivio: “il lavoro di Dario Fo e Franca Rame si presta a essere studiato, perché il loro lavoro è un processo di conoscenza, […]i loro spettacoli attingono al grande bagaglio culturale dei due artisti”, cosi Giorgio De Vincenzi ci spiega il tanto e giusto interesse delle Università. Quindi si è parlato delle origini, di Canzonissima, dei caroselli, del cinema fatto da Franca e anche delle parti rifiutate a Visconti, ad Antonioni, perché la relegavano al ruolo tanto odiato della bellona: “allora Franca metteva la scusa di avere lo strabismo per non fare quelle parti” ci dice Marisa Pizza, poi è cominciato il teatro di impegno sociale e politico, quello della Comune, di Soccorso Rosso, di cui si è parlato con Simonetta Crisci (Ass. Donne Diritti e Giustizia) , le lotte per i detenuti, per i compagni vittime di una giustizia sommaria:”quando c’era bisogno di portare alla luce il caso di una persona chiamavo Franca e gli dicevo di andare a fargli visita in carcere e Franca era sempre disponibile”, di Femminismo con Francesca Koch (Casa Internazionale delle Donne): “Franca diceva parole nuove, che mai si erano udite da una donna… in Tutta casa,letto e chiesa usava il comico per far arrivare la tragedia della condizione della donna”, ”lo stupro di Franca, che poi è diventato un monologo straordinario seppur nella sua drammaticità, è stato uno stupro di stato, di un sistema incapace di tollerare tanta libertà”. In chiusura della prima parte Mirella schino (Roma Tre) ci ha presentato l’intervista di Franca con Eugenio Barba, che pur proveniente da un teatro molto diverso, un teatro studiato in maniera ossessiva che non lascia nulla all’improvvisazione, è sempre stato affascinato dal lavoro artistico della Rame nel quale l’improvvisazione è parte importante del suo modo di recitare.

E di tanto ancora si è trattato, ma raccontarvi tutto sarebbe impossibile vista la quantità di un lavoro che trasborda da una intera esistenza, ci scuserete la sommarietà con cui saltiamo da un argomento a l’altro.

Nell’intervallo è stato proiettato “Sesso? Grazie, tanto per gradire!” di Franca Rame per poi riprendere con la tavola rotonda L’ Eco internazionale dell’opera Fo-Rame con Aleksandra Jovicevic (La Sapienza), Donato Santeramo (Queen’s University, Kingstom - Canada) che ci ha ricordato di come in America a Dario e Franca siano stati negati più volte i visti, Marietta Chikhladze (Università di Bologna) ci ha raccontato delle messe in scena di “Tutta casa, letto e chiesa” in Georgia e Ucraina con i testi tradotti dalla versione russa dove “Una donna sola” usciva con il titolo “Ti aspetto amore”.

Per proseguire con il ricordo e i racconti degli amici e di chi ha avuto il piacere di stare in scena con Dario e Franca: Renato Carpentieri (il commissario in Morte accidentale di un anarchico) ha ricordato di come Franca abbia aiutato i Centri Universitari Teatrali mettendo a disposizione la sua esperienza e contribuendo anche con somme di denaro importanti, e di quanta importanza abbiano avuto nella stesura drammaturgica le riprese video che di replica in replica Franca visionava per perfezionare il testo, “in ogni paese un rullo (un video ndr) di riprese, c’erano risate negli stessi punti esatti del testo” conferma Giorgio Biavati (Coppia aperta, quasi spalancata), l’attrice Maddalena Crippa ha voluto recitare un brano tratto da “Una vita all’improvvisa” libro autobiografico di Franca Rame.

Delia Gambelli (Letteratura francese all'Università di Roma “La Sapienza”) a chiusura di una bella lettera:”questo è forse il mio ultimo intervento in pubblico e sono contenta che Dario mi abbia invitata, è la giusta conclusione del mio curriculum, sarei contenta se sul mio epitaffio ci fosse scritto solamente - amica di Franca Rame".

“Innanzi tutto devo dire che c’è un ritorno incredibile (riverbero d’ambiente ndr) - dice  Dario Fo, che arriva alle 16 - devo dirvelo è il mio mestiere, quando entro in un teatro ho l’abitudine di controllare per prima cosa le luci e come si sente”. E poi è toccato il momento dei “ti ricordi?” con gli amici sul palco, dei duetti e canti improvvisati con Giovanna Marini: un momento unico ed emozionante, e piacerebbe anche noi potervelo raccontare cantando e piangendo tanto ci è piaciuto questo convegno.

Dario ha voluto come è sua abitudine da sempre che fosse il pubblico a fargli delle domande, che dopo un breve momento di esitazione ed imbarazzo non si sono fatte attendere, così come le puntuali risposte di Dario: ha parlato della precisione, della matematica, del senso della misura di Franca: “attento a non strafare, un bravo attore non esagera mai, se non nel grottesco, nello scherzo con il pubblico” diceva. Ha risposto ad un ragazzo che gli chiedeva un consiglio per i giovani dicendo che bisogna imparare ad indignarsi, che bisogna conoscere, studiare. E a chi gli chiedeva cosa avrebbe pensato Franca dell’incontro tra Renzi e Berlusconi ha detto che Franca si sarebbe indignata per la mancanza di stile, di dignità, di onestà, per la totale assenza del senso della civiltà e dell’umanità.

Lo stesso Dario ha chiuso l’evento dicendo “vi avevo detto di non avere tanto tempo perché mi attendono in teatro per una prova tecnica, ma poi mi è piaciuto così tanto stare con voi che è passata più di un ora e mezza”.

L’organizzazione dell’evento è stata impeccabile e rigorosa nel rispettare il programma, ci auguriamo che tali convegni ed eventi culturali possano ripetersi in quella meravigliosa cornice che è il Teatro Torlonia.

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