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Rifiuti, arrestato a Roma Manlio Cerroni il "marchese di Malagrotta"

Arresti domiciliari per l'avvocato Manlio Cerroni, che da anni controlla la discarica di Malagrotta (la più grande d'Europa), per l'ex presidente della Regione Lazio, Bruno Landi e altre cinque persone. Li ha firmati il gip su richiesta della procura di Roma che ipotizza il reato di truffa. Oltre a Cerroni e Landi, le altre persone ai domiciliari sono: Francesco Rando, Luca Fegatelli, Raniero De Filippis, Piero Giovi. Le accuse contestate dalla Procura di Roma sono, a seconda delle singole posizioni, quelle di associazione a delinquere finalizzata al traffico di rifiuti e truffa.

Nell'ordinanza del gip presso il tribunale di Roma Massimo Battistini Manlio Cerroni viene descritto come il "dominus incontrastato del sodalizio". "Cerroni - si legge in un passo dell'ordinanza - e' senza dubbio il capo, promotore, organizzatore e dominus incontrastato del sodalizio. Al riguardo e' sufficiente richiamare l'appellativo di 'supremo' emerso in alcune intercettazioni che e' sintomatico della percezione all'esterno della figura dell'indagato". Si parla di ''fatti di inaudita gravita''' anche per ''le dirette implicazioni sulla politica di gestione dei rifiuti e per le ricadute negative sulla collettivita''' e sottolinea l'esistenza, a partire almeno dal 2008, di una stabile struttura organizzativa ''informale'' sovrapposta a quella formale delle societa' relative al gruppo imprenditoriale guidato da Cerroni.

Nonostante sia poco conosciuto all'infuori del Lazio, Cerroni possiede impianti per lo smaltimento dei rifiuti in Puglia, a Brescia, a Perugia, in Australia, in Romania, in Norvegia, in Francia e in Brasile. Ha creato un impero di 51 societa' che, secondo l'Espresso, fatturano almeno 800 milioni l'anno di euro. Per ogni chilo di immondizia nella grande discarica di Roma il Comune ha versato a Cerroni 0,044 euro, ovvero circa 44 milioni di euro all'anno.
A Malagrotta, la cui chiusura era imposta dalle normative europee, Cerroni ha costruito anche un gassificatore, poi posto sotto sequestro in quanto non a norma. Anche ad Albano Laziale Cerroni ha ricevuto l'autorizzazione integrata ambientale per la costruzione di un gassificatore, rilevando anche l'impianto del locale Consorzio Gaia, l'inceneritore di Colleferro.

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