Sabato 25 Maggio 2019 - Ultimo aggiornamento 19:42
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
Aumentano le donne uccise in Italia: nel 2013 sono 134

Aumenta nel 2013 il numero delle donne uccis e. Se nel 2005 si sono registrati 84 casi, nell’anno passato il numero è arrivato a 134, per un totale di 1042 vittime nell’arco di tempo considerato e una media di 116 casi per anno. Sono i dati resi noti dall’ ottava indagine sui femicidi in Italia realizzata dalla Casa delle donne di Bologna in occasione della festa dell’8 marzo. L’indagine è stata condotta da un gruppo di volontarie che hanno preso in esame i dati della stampa nazionale e locale per l’anno 2013.

“Abbiamo iniziato a condurre queste indagini sin dal 2005, per colmare il vuoto di conoscenza sul fenomeno dei femicidi esistente nel nostro paese, che permane a tutt’oggi, seppure moltissime siano state quest’anno le iniziative intorno al tema femminicidio in Italia”, spiega l’associazione. “L’indagine del fenomeno infatti, in mancanza di statistiche e di raccolta dei dati nelle sedi ufficiali, resta per lo più un’iniziativa della società civile, come dimostra l’importante contributo di una  graphic designer genovese, Sara Porco,  che con le Girl Geer Dinners di Milano, ha creato il sito “ Stop al Femminicidio ” e l’applicazione “ La mappa dei Femicidi “, dove sono accessibili i nostri dati a partire dal 2005”.

L’indagine mostra anche un aumento delle prostitute uccise che, dal 2007 al 2013, passano da 5 a 13 per un totale di 65 vittime nell’arco di tempo considerato; così come significativo è il numero dei tentati femicidi, 83 in totale, avvenuti per la maggior parte dei casi al nord (45%) per mano di partner attuali (46%) e contro donne di origine italiana (47%). Il dato sta a indicare tutti quegli episodi di estrema violenza in cui la vita della donna è stato messa seriamente a rischio, vale a dire quegli episodi in cui si sono aperti procedimenti per “tentato omicidio”. Il numero rilevato, ci tiene a precisare l’associazione, non rispecchia la situazione reale, dove esso è presumibilmente superiore, per via del fatto che la stampa non riporta tutti i casi realmente accaduti.

Per quanto riguarda la provenienza, l e donne uccise sono per lo più italiane (70%) . Gli omicidi sono commessi prevalentemente da uomini italiani (70%) e interessano tutte le fasce di età , anche se quest’anno si ha una incidenza maggiore nella fascia di età tra i 36 e i 45 anni, mentre l’anno scorso si registrava nella fascia 46-60. Essi trovano origine nella relazione di genere; nel 58% dei casi l’autore è stato il partner attuale o ex della donna.  Inoltre, è stato evidenziato come i casi di femicidio sono diminuiti al Nors mentre aumentano al Sud e al Centro. In particolare, in Emilia-Romagna in particolare i casi diminuiscono della metà in valore assoluto (da 15 del 2012 a 8 nel 2013).

“E’ un dato importante che necessita sicuramente di ulteriori approfondimenti: Esso innanzitutto  dovrebbe messo essere in relazione con l’andamento complessivo della violenza contro le donne nella nostra regione – sostiene la Onlus - . Esso ci porta ad affermare con forza l’esigenza di analisi costanti e basate su dati ufficiali, del fenomeno del femicidio e della violenza contro le donne, per comprendere in che modo questi fenomeni si modifichino e quanto questo cambiamento si leghi alle trasformazioni in corso nei rapporti sociali e nella crisi. Premesse necessarie per mettere in campo politiche efficaci di prevenzione e contrasto della violenza contro le donne”. 

Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi