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Detroit, capitale Usa della povertà: le compagnie tagliano le forniture dell'acqua a 150 mila morosi
Detroit è una delle città più povere degli Stati uniti. E’ la metropoli, tanto per dirne una, in cui l’amministrazione è stata costretta ad un default di più di 20 miliardi un anno fa circa. Ebbene, in questa situazione di estremo degrado a migliaia di residenti le varie compagnie che gestiscono la distribuzione dell’acqua hanno pensato bene di interrompere la fornitura.

Una coalizione di attivisti ha lanciato un appello alle Nazioni Unite affinche' intervengano in difesa degli abitanti. In ballo, infatti, c’è una palese violazione dei diritti umani. Tante famiglie - hanno scritto gli attivisti in una lettera inviata allo Special Rapporteur on the Human Right to Safe Drinking Water and Sanitation - hanno abbandonato le loro case dopo aver trascorso oltre un anno senza acqua. Per gli attivisti si tratta di una grave violazione dei diritti umani, e per questo hanno chiesto alle Nazioni Unite di fare pressione sul governo federale americano e sullo stato del Michigan, affinche' affrontino il problema. Secondo gli attivisti a rischiare il blocco dell'erogazione sono circa 150mila cittadini, su una popolazione complessiva che prima del default ammontava a più di sette milioni. 

"Non vogliamo togliere l'acqua a nessuno, ma se non vengono saldate le bollette e' nostro dovere interrompere il servizio, altrimenti saranno altre persone a pagare per gli insolventi, e questo non e' giusto", ha commentato Curtrise Garner, portavoce del Detroit Water and Sewerage Department (Dwsd). Secondo il Detroit Free Press, oltre la meta' dei 323 mila utenti erano in ritardo sui pagamenti di marzo, causando al Dwsd un sospeso di 175 milioni di dollari.
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