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Caro Giorgio… tutta una vita in battere e levare

Lettere per Giorgio. Giorgio Salvetti, giornalisti da “il manifesto”, amico e compagno, ci ha lasciato il 27 agosto

Gior­gio, la tua faci­lità con le tastiere, del com­pu­ter e del pia­no­forte, mi met­teva invi­dia. Per il resto, nulla ti è stato facile. Troppo buono per parare e resti­tuire i colpi della vita, per sot­trarti all’insensibilità degli altri. La zat­tera del mani­fe­sto , pre­ca­ria per tutti e ruvida con gli ultimi arri­vati, forse con te è stata ino­spi­tale. Però per una quin­di­cina d’anni a quella zat­tera hai appog­giato i tuoi pesi. Mi lasci un rimorso pri­vato, indi­vi­duale: essere scap­pata dalla tua infe­li­cità.
Manuela Car­to­sio

Non rie­sco a pren­dere com­miato da te Gior­gio. Ci sei sem­pre stato, non so come possa essere senza di te. Quante volte ci siamo sen­titi per rac­con­tare una mani­fe­sta­zione, un pre­si­dio, una lotta o per un’opinione, un com­mento oppure sem­pli­ce­mente per scam­biarci due idee, per­ché non era mai una cosa a senso unico?
Ci siamo sen­titi anche mar­tedì, ricordi? Era in corso lo sgom­bero del cen­tro sociale Lam­bretta e ti ho tele­fo­nato per aller­tarti in vista di un tuo arti­colo. Tu mi hai detto che però non eri al lavoro, che avevi preso un giorno libero, per­ché era il tuo com­pleanno. Così ti ho fatto gli auguri, ma prima ancora che riu­scissi a chiu­dere la tele­fo­nata, mi hai detto che avre­sti avvi­sato lo stesso Roma per vedere se inte­res­sava. Il tardo pome­rig­gio mi hai poi richia­mato, dicen­domi che avre­sti scritto lo stesso, per­ché era impor­tante che la noti­zia fosse sul mani­fe­sto . Ne è uscito un buon arti­colo, ripreso poi da diversi siti di movi­mento mila­nesi. Eppure, men­tre par­lavi con me come tante altre volte, men­tre ti met­tevi a scri­vere lo stesso, per­ché era impor­tante, chissà che tre­mendo tumulto avevi den­tro. Forse avevi già preso la deci­sione di andar­tene.
Ma tu eri, sei fatto così. Gior­na­li­sta serio e scru­po­loso, uomo e com­pa­gno sem­pre dispo­ni­bile e pre­sente. Per­sino quel mar­tedì.
Gior­gio, non sono ancora pronto per salu­tarti, ma ti auguro che ovun­que ti trovi adesso, tu possa incon­trare quella parte di sere­nità che qui ti era man­cata. Io, noi, comun­que, saremo sem­pre con te, così come dev’essere tra com­pa­gni, amici e fra­telli.
Luciano Muhl­bauer

Unico quel tuo modo mite di guar­dare il mondo, di cre­der­gli oppure no. Strano e curioso il tuo lavo­rare, stu­pirsi e scri­verne cer­cando d’uscire da ciò che è scon­tato. Uno «stile» dif­fi­cile da vivere, ma anche da dimen­ti­care. Ciao Gior­gio.
Gabriele Polo

Da quando ti ho cono­sciuto, quelle poche volte che ci siamo incon­trati di per­sona, ho come per­ce­pito la polpa della tua uma­nità sen­si­bile e, pro­ba­bil­mente, sin troppo fra­gile. Ho sen­tito la tua voce dolce e gar­bata, come tu stesso eri, il 25 ago­sto, giorno prima del tuo qua­ran­ta­due­simo com­pleanno. Non imma­gi­navo sarebbe stata l’ultima volta. Ora, non leg­ge­rai mai tutte le parole che ver­ranno spese per te e credo che a nulla varrà chie­dersi per­ché. Rispetto nel pro­fondo il dolore della tua atroce scelta, ma in me la piango. Non posso far altro che pian­gerla, in silen­zio.
Marco Cin­que

Gior­gio l’ho cono­sciuto tanti anni fa al mani­fe­sto di Roma. Era venuto per fare uno stage. Gli avevo chie­sto di occu­parsi di non so più quale ser­vi­zio sul Vati­cano. Lui non si attaccò né alle agen­zie, né al tele­fono, né a Inter­net (forse nep­pure esi­steva). Uscì da via Toma­celli al mat­tino e tornò a tarda sera con un mondo tutto suo sul tac­cuino. Invece di scri­vere si mise a rac­con­tare, e io invece di dir­gli di darsi una mossa mi misi a ascol­tare. Que­sto per dire che Gior­gio era un tipo par­ti­co­lare e che mi era pia­ciuto da subito. Negli anni suc­ces­sivi l’ho visto poco, ma in quelle poche occa­sioni non ho mai pen­sato: che pec­cato, era un ragazzo così buono, così curioso, così intel­li­gente. Era rima­sto buono, curioso e intel­li­gente. Pec­cato, pec­cato dav­vero che se ne sia andato.
Livio Qua­gliata

Un pen­siero addo­lo­rato e affet­tuoso per Gior­gio, andato via troppo pre­sto, in ricordo di cose fatte insieme, di tante discus­sioni, liti­gate e risate in quelle stanze del mani­fe­sto a Milano che sono state un luogo così impor­tante per le nostre vite. Con un abbrac­cio a chi gli ha voluto bene e a chi, in que­sti anni, ha con­di­viso con lui il lavoro e non solo.
Assunta Sarlo

Non cono­scevo per­so­nal­mente Gior­gio ma la sua pas­sione, dedi­zione e impe­gno verso gli ultimi e verso uno dei pochi gior­nali con­tro­cor­rente e auten­ti­ca­mente di sini­stra sì. La noti­zia della sua morte mi ha par­ti­co­lar­mente intri­stito e non solo per la sua gio­vane età ma anche per il suo talento così grande spento in così poco tempo… R.I.P. caro Gior­gio, un abbrac­cio alla fami­glia e alla reda­zione del mani­fe­sto .
Luca Masche­roni

I fune­rali di Gior­gio si svol­ge­ranno lunedì mat­tina a Varese. 
Chiun­que voglia inviarci un ricordo ci farà felici.

Può spe­dirlo all’indirizzo lettere@ilmanifesto.it

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