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Storia di comunisti romani in un quartiere in cui c'era da fare i conti sempre con i fascisti
“ANNI ’70 un tempo che fu un quartiere che c’è L’AFRICANO” è il titolo del libro a cura di Neda Graziani, (Neda stessa lo ha presentato il 13 febbraio scorso nella sede dell’Associazione Articolo 3 a Via Dancalia, ad un anno dalla scomparsa di Sante Moretti, con il quale Neda aveva cominciato questo lavoro di raccolta), protagonista di rilievo delle vicende e della storia che si racconta nel libro che infatti si apre con una sua breve biografia. Un racconto scritto con l’urgenza di chi vuole condividere la propria esperienza di vita e con la delicata premura di chi non vuole mancare a un appuntamento. Un testimonianza dettagliata, una cronaca precisa, quasi una relazione, delle lotte fatte dai comunisti nel “quartiere Africano” di Roma, nella II Circoscrizione (ora Municipio).

Un quartiere difficile per i comunisti, sottoposti continuamente alle aggressioni dei fascisti di cui il libro fa un resoconto puntuale e a cui dedica un allegato nelle ultime pagine; ma non per questo i compagni del Nomentano sono stati meno efficaci e determinanti nelle lotte per le conquiste sociali del quartiere e per le rivendicazioni nazionali e internazionali dei comunisti: ”Quello che indispone i fascisti ed infastidisce la DC è il costante impegno sui problemi del quartiere e il consenso dei cittadini”. Lo stesso Sante è stato aggredito più volte, gli è stata incendiata l’automobile, ha subìto varie minacce e intimidazioni fino ad essere condannato a morte dai NAR “e costretto dalla direzione nazionale del PCI ad un esilio forzato”.
Ma si narra soprattutto di tutto quello a cui si è dato vita: le lotte per Villa Chigi, Villa Torlonia e Villa Leopardi (“La sezione del PCI invita i cittadini alla mobilitazione per il verde e per una città a dimensione umana”); la lotta per la casa e soprattutto per dare un'abitazione dignitosa ai baraccati (“A pochi passi da viale Libia esistono centinaia di baracche e di abitazioni improprie: una immensa bidonville stretta tra la ferrovia e il fiume Aniene ed i palazzi di viale Etiopia e viale Somalia.”); la lotta per l’apertura della scuola in via Tripolitania e per i salari delle commesse di Standa e Upim. Non manca l’impegno per la politica nazionale e internazionale, tra cui: le lotte per la legge sull’aborto e la costituzione dei consultori, le manifestazioni contro i colonnelli greci e quelle per il colpo di stato in Cile. Tutto ciò, non dimentichiamolo, in un clima di violenza e di tragici avvenimenti: i vili omicidi di Giorgiana Masi, Elena Pacinelli e Walter Rossi, il rapimento e l’assassinio di Aldo Moro.

Il volume è arricchito da foto dell’epoca che ci aiutano a calarci nell’atmosfera di quei decenni, con i suoi volti, i suoi angoli, i suoi slogan, alcuni ancora attualissimi. In allegato anche una cronistoria del quartiere Trieste dall’Unità d’Italia fino al 2012. Un lavoro di ricerca e ricostruzione reso possibile anche grazie al materiale reperito nell’archivio della rivista comunista Lotta oggi.
Una narrazione asciutta e concreta che non lascia spazio ai “…ma allora erano altri tempi” o ai rimpianti di chi si nasconde dietro ai “quando c’era il grande PCI”, e che ci lascia solo il desiderio di riprendere la lotta lì dove si era lasciata anche attraverso la capacità di saper raccontare, come in questo caso, la propria esperienza di comunista capace di incidere nella società in cui vive. Un'esperienza politica di cui il circolo in via Dancalia è testimone, che appartiene a tutti i comunisti e non solo.
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