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Mafia, l'Osservatorio prevede che presto a Roma e nel Lazio i gruppi organizzati passeranno da sessanta a più di novanta"
Un potere che continua a crescere, nonostante l'opposizione della magistratura e delle forze dell'ordine. Le mafie nel Lazio "stanno aumentando la loro azione di radicamento sul territorio, come dimostrano le ultime preoccupanti notizie relative a sequestri e inchieste". A tracciare il quadro dell'infiltrazione mafiosa nella regione e' il presidente dell'Osservatorio per la legalita' e la sicurezza, Giampiero Cioffredi, secondo il quale "e' cresciuto il potere finanziario delle organizzazioni mafiose, che tentano di condizionare l'economia della regione".

L'obiettivo "non e' il controllo del territorio ma entrare nell'economia globale per operazioni di riciclaggio. Da anni ormai- spiega Cioffredi- Roma e il Lazio sono stati scelti come piattaforma di riciclaggio, al punto da farli diventare una grande 'lavanderia' in cui lavare i soldi sporchi. In questo senso c'e' grande allerta, con le ultime inchieste che indicano nella 'ndrangheta l'organizzazione sicuramente piu' temibile per la creazione di una rete finanziaria e di investimenti". I settori piu' coinvolti? "L'edilizia, il commercio, le attivita' di ristorazione, quelle immobiliari e di intermediazione finanziaria. Gli investimenti delle mafie oggi sono favoriti dalla nascita di una 'fascia grigia' sempre piu' ampia composta da affermate e importanti figure tra funzionari e commercialisti". Insomma, una collusione che dimostra quali sono i meccanismi da oliare per espandere il potere, "grazie anche alla gigantesca dotazione di liquidita' derivante dal narcotraffico".

La situazione non e' migliore nel resto della regione. Oltre a un "acclarato radicamento nel sud pontino, nel frusinate e nell'intera provincia di Roma fino a nord della Capitale", si registra "da qualche anno una presenza nel viterbese ancora non preoccupante e sotto controllo, ma che bisogna comunque monitorare". Il quadro sara' piu' chiaro ad aprile, quando l'Osservatorio presentera' il secondo rapporto sulle mafie nel Lazio. "Sara' un aggiornamento di quello del 2015, in cui tra le altre cose abbiamo presentato il monitoraggio dei clan", rivela Cioffredi. Che anticipa: "Se nel 2008 le famiglie con interessi mafiosi nella regione erano circa una sessantina, l'anno scorso sono cresciute fino a toccare quota 88. Ora prevediamo di arrivare a oltre 90". La rappresentanza piu' numerosa e' sempre quella della 'ndrangheta, ma ci sono anche Cosa nostra e camorra. In piu', soprattutto a Roma, troviamo la particolare presenza di clan autoctoni, come i Fasciani, gli Spada e i Pagnozzi".

Secondo Pietro Orsatti, giornalista che si occupa di questi temi (il suo ultimo libro per i tipi di imprimatur si intitoloa proprio "Roma bruci") è senz'altro da accogliere con favore la diffusione di questo profilo della criminalità organizzata. "Il punto però - aggiunge - è che non si può parlare più di infiltrazioni ma di presenze in pianta stabile".  

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