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Pedofilia, sotto torchio l'arcivescovo di Lione
Due giorni fa il cardinale Philippe Barbarin, arcivescovo di Lione, e' stato sentito per dieci ore dagli investigatori in relazione all'inchiesta preliminare aperta a marzo 2016 dalla procura di Lione per indagare sulle presunte responsabilita' di copertura della diocesi in merito al caso di padre Bernard Preynat, un sacerdote pedofilo, sospeso nel 2015 dopo la denuncia di numerose vittime.
E' un comunicato stampa della diocesi di Lione a renderlo noto anche se la stampa francese ieri dava ampio risalto alla notizia.
La diocesi parla di una "audizione libera" e precisa che ha avuto una durata di dieci ore: ha avuto inizio alle 8 per concludersi
alle 18 ma nel comunicato la diocesi parla di un "normale svolgimento dell'inchiesta" e che il cardinale "vi si e' recato con fiducia e serenita'. In linea con la sua precedente audizione, nell'autunno del 2015- aggiunge il comunicato- ha dato agli investigatori tutte le informazioni di cui disponeva. Continuera' a collaborare con la giustizia nella piu' totale trasparenza".
Il cardinale Philippe Barbarin e' stato chiamato in causa da ex scout che raccontano di avere subito abusi sessuali da parte
di Bernard Preynat.
I fatti sarebbero stati commessi dal 1986 al 1991 ma il sacerdote e' stato sospeso solo nel 2015. I magistrati della citta' francese hanno aperto una indagine preliminare per la mancata denuncia del sacerdote accusato di pedofilia e per la conseguente messa in pericolo della vita altrui. Il cardinale si e' sempre difeso dicendo che all'epoca dei fatti contestati lui non era arcivescovo della citta'. Ora spettera' agli inquirenti determinare tempi e responsabilita'. La diocesi di Lione assicura nel comunicato che il cardinale sta pregando per le vittime e si augura che "la sua testimonianza possa contribuire a fare luce sulla verita' e all'azione della Giustizia".
L'interrogatorio del cardinale Philippe Barbarin avviene ad appena quattro giorni dalla pubblicazione del Motu proprio 'Come una madre amorevole' di Papa Francesco che rafforza l'impegno della Chiesa a tutela dei minori e afferma che i vescovi che sono stati negligenti riguardo ad abusi sessuali compiuti su minori saranno rimossi dal loro incarico. Tuttavia, il Vaticano si ostina non consegnare le liste dei preti indagati così come richiesto dall'Onu. 
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