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Giornalisti sotto tiro, solo quest'anno il mondo ha perso trenta professionisti
Il mondo e' testimone di una "spirale di attacchi" contro i giornalisti, incoraggiata da un discorso di odio anche da parte dei politici senior. Con riferimento a oggi 2 novembre, Giornata internazionale per porre fine all'impunita' per i crimini contro i giornalisti, i rapporteurs speciali sulle esecuzioni arbitrarie, sommarie ed extragiudiziali, Agnes Callamard; e sulla liberta' di espressione, David Kaye, hanno invitato gli Stati ad agire: "Solo quest'anno, il mondo ha perso piu' di 30 giornalisti in attacchi mirati" a "distruggere il
ruolo pubblico di vigilanza del giornalismo, essenziale per la societa' democratica". Gli attentati contro giornalisti investigativi, compresi indipendenti, free-lancers e blogger, "minano la responsabilita' ufficiale e contribuiscono a rafforzare la corruzione e altri abusi di potere". Per i due rapporteurs Onu, "fomentare la rabbia e la diffidenza, o ridefinire il giornalismo come un crimine simile al terrorismo, sono passi sulla via dell'attacco fisico. La fine dell'impunita' comincia con un impegno al piu' alto livello per fermare la
retorica odiosa, arrestare le detenzioni e i processi ai giornalisti e intraprendere azioni per consegnare tutti gli attentatori alla giustizia". Le nostre societa', concludono, "non possono permettersi di continuare questa spirale in discesa di attacchi contro i giornalisti. Invitiamo tutti gli Stati a dedicare risorse per invertire questo trend".
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