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Bologna, una web radio composta da ragazzi e ragazze per parlare di cittadinanza attiva
C'e' una nuova web radio a Bologna. Si chiama Radio Cap - Cominciamo a parlare. Ha iniziato le sue trasmissioni nei primi giorni del 2018 sulla piattaforma Spreaker e il 13 gennaio sono stati gli stessi giovanissimi radiofonici che la animano ad averla presentata alla cittadinanza e alla stampa.

L'esperimento e' nato grazie a un bando del Quartiere Reno-Borgo Panigale, in continuita' con 'Cantieri della Legalita'', un
progetto piu' ampio in cui l'istituzione e' impegnata nella promozione di una cittadinanza attiva e responsabile. Nella fase
di avvio, per 2 mesi 20 ragazzi e ragazze fra i 15 e i 18 anni si sono formati attraverso un laboratorio sui linguaggi e la
grammatica radiofonici realizzato da Libera Radio, testata giornalistica della cooperativa Open Group, capofila e ideatrice
del progetto.

Lo studio di trasmissione si trova vicino alle scuole Morandi, a pochi passi dalla parrocchia e dal centro islamico, i luoghi
frequentati sin dalla prima infanzia dai ragazzi che ora, come dice l'acronimo che da' il nome alla loro radio, "cominciano a parlare", per dare voce alla loro periferia, la zona Barca. "L'idea e' di rendere la nuova emittente un luogo di aggregazione, sia fra generazioni che fra ragazzi di confessioni diverse", spiega Federico Lacche, direttore di Libera Radio e ideatore del progetto, che coinvolge la parrocchia Sant'Andrea, il centro di cultura islamica 'Barca' e alcune associazioni come Libera Bologna e la Banca del Tempo Reno-Borgo.

La redazione di adolescenti ha gia' elaborato un fitto palinsesto. Si va dai programmi dedicati alla letteratura 'per tentare la narrazione dei propri luoghi di vita' (La citta' invisibile) e alla raccolta di voci fra la gente su temi di attualita' (People's Voice), ai programmi sulla musica (Una questione sonora), il costume e gli stili di vita (A piece of advice), il cinema (Notturno), i viaggi (Borderline), gli sport (Fool Sport), i sentimenti (La vita dell'amore). Non mancheranno un format di infotainment (Bla bla bla) e una trasmissione dedicata ai linguaggi della comicita' (The random show). "La web radio si incrocia con gli strumenti digitali che i ragazzi usano tutti i giorni. Erano gia' abituati all'ascolto e sono rimasti affascinati dalla possibilita' di usare la voce in onda e dalla scrittura radiofonica", spiega Lacche, che ha guidato i ragazzi nella fase di start up. I giovani redattori sono arrivati a Radio Cap attraverso il passaparola e con lo stesso mezzo stanno gia' raggiungendo altri coetanei, incuriositi dalla nuova possibilita'.

Gli anziani che da quarant'anni gestiscono il centro sociale non solo hanno aperto le porte a Radio Cap, prestandole un
piccolo annesso, ma continuano a dare corpo a questo inedito incontro intergenerazionale preparando insieme ai ragazzi -tutti neo tesserati del centro- la cena di autofinanziamento che è stata fatta ieri sabato 13 gennaio nei locali messi a disposizione per lo studio radiofonico dal Centro sociale Rosa Marchi, in via Pietro Nenni 11. 
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