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Malta, attivisti e giornalisti di tutto il mondo hanno ricordato Daphne Caruana ad un anno dalla morte
Una manifestazione silenziosa sulla Bidnija road, a mezz'ora dal centro della Valletta, ha ricordato a Malta Daphne Caruana Galizia, uccisa un anno fa da un'autobomba proprio su quella strada. I manifestanti e i rappresentanti delle Ong hanno portato fiori, acceso candele, mostrato cartelli con il numero 365: tanti sono i giorni passati senza che si siano trovati i mandanti dell'omicidio di Daphne. E stasera, una marcia e una veglia in centro città ricorderanno ancora, dopo una messa, la giornalista uccisa.
La Federazione nazionale della Stampa italiana e la Federazione europea dei giornalisti sono presenti in questi giorni a Malta con il segretario generale aggiunto Anna Del Freo, che fa parte anche del Comitato esecutivo Efj. Numerosi sono stati gli incontri e gli eventi organizzati sull'isola per ricordare Daphne: meeting con i giornalisti maltesi, un incontro col primo ministro e uno col procuratore generale, una esposizione di foto e, domani, una conferenza stampa. Protagoniste delle iniziative le organizzazioni non governative per la libertà di espressione, cui si sono aggiunte la Fnsi e la Efj.
«La presenza internazionale di attivisti e giornalisti è cruciale per la memoria di Daphne e per la ricerca della verità, visto il rifiuto del governo maltese di aprire un'altra grande inchiesta e visto che la stessa opinione pubblica si dimostra poco sensibile all'omicidio di un anno fa. L'inammissibile frase "se l'è cercata" circola purtroppo troppo spesso tra la popolazione», commenta Del Freo.
Con Daphne, la Fnsi ricorda anche tutti i giornalisti uccisi perché facevano il loro lavoro, ovunque nel mondo: da Jan Kuciac in Slovacchia al caso ancora controverso di Viktoria Marinova, a Jamal Khashoggi, senza dimenticare la nostra Ilaria Alpi con Milan Hrovatin e Andy Rocchelli, assassinato in Ucraina. E ancora, le decine di colleghi che hanno perso la vita in Messico nel silenzio più totale. Per non parlare dei circa 150 giornalisti dietro le sbarre in Turchia, compresi sei colleghi di recente condannati all'ergastolo.
«È necessario – conclude Anna Del Freo – che il 3 maggio del prossimo anno, Giornata mondiale per la libertà di stampa, i giornalisti di tutta Europa vengano coinvolti in una grande manifestazione che li veda uniti a chiedere verità e giustizia per chi ancora, come Daphne, non le ha avute e per respingere gli attacchi ormai quasi quotidiani alla libertà di espressione».

 

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