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Stupro di San Firmin, dopo la procura anche la ragazza ricorre contro la sentenza che ha assolto il branco
Dopo la procura, anche la difesa della vittima presenterà ricorso, nei prossimi giorni, contro la sentenza ritenuta troppo mite nei confronti di cinque uomini che due anni fa, durante la festa di San Firmin, stuprò una ragazza di 18 anni a Pamplona. Lo scrivono vari media spagnoli, fra cui El Pais.
Il ricorso è stato annunciato dall'avvocato Miguel Angel Moran, che insieme all'avvocato Carlos Bacaisoa, rappresenta la ragazza. I giudici della Navarra hanno condannato il branco a nove anni anziché 20 come richiesto dall'accusa perché la vittima non oppose resistenza ai suoi aggressori, cambiando la fattispecie del reato da "violenza" a semplice "abuso" sessuale.

Il 7 luglio 2016, durante le feste di San Fermino a Pamplona, una ragazza viene trovata all'alba su una panchina, in lacrime e in stato di shock. Racconta di essere stata violentata da un gruppo 5 uomini nell’androne di un portone. I 5 vengono fermati: sono 5 giovani ragazzi spagnoli, di cui uno membro della Guardia Civil. Fanno parte di un gruppo whatsapp dal nome La Manada (“il branco”) in cui si vantano dell’accaduto, allegando video ed immagini.

Durante il processo si scopre anche che alcuni di loro sono stati precedentemente coinvolti in un caso analogo, in cui la vittima era stata probabilmente stordita con burundanga (la cosiddetta droga dello stupro).
Eppure qualcuno commenta che alcuni degli aggressori sono pure bei ragazzi, non avrebbero bisogno di ricorrere alla violenza.

Ma come spesso accade, durante il processo l’attenzione si rivolge soprattutto ai comportamenti della vittima, continuamente giudicata, messa in dubbio, responsabilizzata e criticata. Viene accolta come prova la testimonianza di un detective privato assunto dalla difesa, che ha seguito la ragazza mesi dopo l’accaduto e che constata che la ragazza in fondo dopo le vicende di Pamplona vive bene, esce con le amiche, sorride. Forse in fondo la vicenda non l’ha danneggiata più di tanto. Non sembra distrutta come lo sarebbe una vittima di aggressione sessuale.
La pronta risposta del movimento femminista spagnolo ha portato in piazza quei giorni migliaia di donne al grido Yo te creo, Io ti credo.

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