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Maurizio Landini, segretario Cgil: "C’è chi usa la lotta alla mafia senza troppa convinzione per fini puramente elettorali e c’è chi, come Peppino Impastato, la lotta alla mafia l’ha pagata con la vita"
"C’è chi usa la lotta alla mafia senza troppa convinzione per fini puramente elettorali e c’è chi, come Peppino Impastato, la lotta alla mafia l’ha pagata con la vita", così il segretario della Cgil Maurizio Landini a pochi giorni dall'anniversario dell'assassinio. Nella notte tra l’8 e il 9 maggio del 1978, il cadavere del giornalista e attivista siciliano, fu imbottito di tritolo e fatto saltare sui binari della linea ferroviaria Palermo-Trapani, cosicché la sua morte potesse sembrare un gesto suicida. La matrice mafiosa dell’attentato emerse grazie alla madre di Peppino, la signora Felicia, e al fratello Giovanni. Da quel giorno, ogni anno, a Cinisi, vengono organizzate iniziative in memoria di Peppino: momenti di confronto e sensibilizzazione, mostre, reading, concerti ed un corteo finale che si conclude a Terrasini, sotto la sede di Radio Aut, l’emittente da cui Peppino lanciava le sue denunce contro la mafia.

Anche quest’anno, dal 5 al 9 maggio, si ripeterà questa tradizione. Tanti gli ospiti che animeranno i tanti eventi in programma. Sarà presente anche il segretario della Cgil Maurizio Landini che terrà un intervento dal balcone di Casa Memoria (la casa dedicata alla memoria di Peppino e Felicia Impastato) durante il corteo del 9 maggio.
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