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Le conseguenze psicologiche della pandemia. L'isolamento acuirà i disturbi emotivi
Oltre il 50% delle persone in questo periodo in isolamento perché contagiate da coronavirus avrà disturbi emotivi". È questa una delle conseguenze psicologiche della pandemia di cui bisogna iniziare a tenere conto "cercando di fornire sin da ora un supporto psicologico" e "programmando sin da ora il post epidemia, prevedendo gli interventi per le patologie che sicuramente si manifesteranno sotto forma di disturbi post traumatici da stress". A mettere in guardia è Fabrizio Starace, presidente della Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica (Siep).
I sintomatici, oggi, ha spiegato nel corso dell'incontro pubblico online in tema Covid-19 promosso dell'Associazione Luca Coscioni, "vengono totalmente isolati dal loro contesto, divenendo facile preda di sensi di colpa dovuti al contagio di altre persone. Accanto alla possibilità di verificare le condizioni fisiche delle persone, andrebbero verificate anche le condizioni psicologiche di chi è in quarantena. Secondo la letteratura scientifica, oltre il 50% di chi vive in isolamento, sviluppa disturbi emotivi". Tanto più se sono già persone emotivamente più fragili. "Basti pensare - prosegue Starace - che solo i pazienti psichiatrici in cura con i nostri servizi sono oltre 850 mila, e i loro percorsi terapeutici oggi sono tutti sospesi. Occorre attivare modalità per mantenere un contatto continuo con queste persone e non interrompere la somministrazione di farmaci".
Quanto alla situazione psicologica degli operatori, chiamati ogni giorno a fronteggiare situazioni molto provanti, vanno forniti loro oltre ai presidi "fisici" anche "dispositivi di protezione emotiva, psicologica con un sostegno on demand riservato a chi chiede via telefono o via e-mail di essere aiutato"
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