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Reading, l'assassino non ha colpito a caso. C'è l'omofobia all'origine dell'accoltellamento
Hanno un nome tutte ed erano tutti elementi attivi della comunità gay locale le tre persone uccise a coltellate nel sanguinoso attacco compiuto sabato in un parco di Reading, storica città dell'Inghilterra meridionale, dal 25enne rifugiato libico Khairi Saadallah. Arrestato dalla polizia dopo aver ferito gravemente anche altri tre passanti e accusato ora di terrorismo nell'ambito di un'indagine che deve peraltro far luce su molti punti oscuri: incluse le sempre più gravi evidenze delle turbe psichiche attribuite al killer.

I loro nomi sono James Furlong, 36enne insegnante amatissimo dagli studenti di un'high school della vicina Wokingham dove pure si è svolta una commemorazione commossa; Joe Ritchie-Bennett, 39enne americano di Filadelfia, trapiantato nel Regno da 15 anni; e David Wails, l'ultimo a essere identificato. Tre persone miti, nel ricordo di familiari e amici, sorpresi dall'insensata furia omicida di Saadallah mentre chiacchieravano e bevevano una birra nel verde, in una chiara serata d'inizio estate. In comune, avevano "l'orgogliosa appartenenza" alla comunità gay della zona (il marito britannico di Joe era morto di cancro pochi anni orsono), come nota un sito Lgbt britannico, Pinknews, e confermano i loro cari. E tutti frequentavano il Blagrave Arms, pub e centro di ritrovo del Reading Pride.
Sullo sfondo tornano d'altronde i dubbi sulla sorveglianza di ex detenuti come Khairi Sadallah (o come Usman Khan, autore di un raid non troppo diverso a London Bridge nel novembre scorso, in seguito al quale il governo Tory aveva già sbandierato un giro di vite contro le scarcerazioni 'facili'). Interrogativi che nel caso del 25enne libico s'intrecciano con una biografia e con fattori quanto mai contraddittori. Tra i dettagli emersi nelle ultime ore quello della diagnosi di sindrome da disordine postraumatico, depressione, schizofrenia rivelati ai media da fonti mediche. Mentre si chiarisce la ricostruzione del suo passato britannico: con l'arrivo nel 2012 a 17 anni come richiedente asilo, l'inclinazione poco islamica a bere, fumare, oltre che fare a botte e vivere per strada, gli arresti e le condanne per reati "minori", la mancata espulsione nel Paese d'origine motivata ufficialmente dalla situazione di conflitto in Libia, l'ultimo rilascio risalente a poche settimane fa.

L'anno scorso fu tenuto sotto controllo dai servizi segreti interni dell'MI5 di fronte a indicazioni di piani di partenza verso la Siria con intenzioni jihadiste. Intenzioni che gli 007 - costrette a vigilare 3000 presunti radicali nel Regno di oggi su un bacino di almeno 40.000 casi potenziali - avevano infine archiviato come segnale di pericolo non sufficientemente concreto.
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