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Trieste, Anpi e Cgil protestano contro l'irruzione di Casapound nel Consiglio regionale
L'Anpi ha denunciato ieri con un sit in in piazza dell'Unità a Tireste "l'inaudito sfregio avvenuto ai danni della dialettica politica e ai luoghi della discussione democratica". Il riferimento è al blitz di tre giorni fa di CasaPound nell'Aula del Consiglio regionale. Il presidio è stato organizzato da CGIL Trieste e ANPI-VZPI Trieste.
Nell'occasione gli organizzatori hanno consegnato al Prefetto una lettera con le motivazioni della manifestazione e le posizioni politiche sui fatti avvenuti in Consiglio Regionale. La richiesta contenuta nella lettera è di "mettere al bando i gruppi neofascisti" secondo la risoluzione del Parlamento Europeo del 25 ottobre del 2018.
Inoltre, ANPI e CGIL attaccano anche il consigliere Calligaris per le "gravissime parole proferite (...) proprio dentro un luogo istituzionale". Il consigliere aveva detto al termine di un alterco con i militanti, che avrebbe sparato ai migranti. "Un atto indecente di tipo squadristico che va condannato e sanzionato".
Fabio Vallon, presidente dell'Anpi Trieste: "Siamo una repubblica parlamentare e chiunque può manifestare, ma non si interrompe in quella maniera" afferma Vallon. In merito alle dichiarazioni del consigliere Calligaris, Vallon ritiene che siano il "risultato di un clima di odio" e che "nessuno può dire impunemente di voler sparare a qualcuno e poi risolvere il problema scusandosi". "Credo che l'espulsione sia una cosa corretta" conclude.
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