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14:42 - CLIMA: DOMANI PRIMA MANIFESTAZIONE. IL 14 'ATTACCO' AL VERTICE

(ASCA) - Copenhagen, 11 dic - ''Change the system, not the climate'' sara' lo slogan che domani dalle 13 vedra' in piazza davanti al Parlamento tutti i movimenti, le organizzazioni ambientaliste, le ong, i sindacati, gli indigeni, le ong presenti a Copenhagen per chiedere un cambiamento concreto nelle poliche sui cambiamenti climatici in discussione alla COP15. Una prima manifestazione, quella di domani, che vedra' un protagonismo forte delle organizzazioni ambientaliste e del network Climate Justice Now che da sola portera' in piazza oltre 8mila attivisti tra la Via Campesina, ATTAC, Jubilee South, Focus on the Global South, Indonesia CS Forum, Friends of the Earth, our world is not for sale e dall'Italia, tra gli altri, Legambiente, Mani Tese, Fair e Sci.

Se per il 13 si attendono azioni dimostrative dentro il Bella center, il 16 si terra' la Reclaim Power and People's Assembly, animata dai movimenti sociali che a livello territoriale sono molto forti e si ispirano all'esperienza della Citta' libera di Christiania, roccaforte anarchica di Copenhagen fin dal 1971.

A quanto si apprende, gli attivisti del Climate Justice Action, fronte all'interno dei quali si riconosce il movimento antagonista di tutta Europa, compresi i centri sociali italiani in arrivo oggi in citta', si avvicineranno il piu' possibile al vertice proponendo ai delegati ufficiali alla COP15 in modo quanto piu' possibile ''convincente'', di abbandonare la Conferenza proprio nel picco presenza dei leader globali, e di unirsi all'Assemblea popolare che si riunira' permanentemente per tutto il giorno nei pressi del Bella Center. L'obiettivo di lungo periodo del movimento e' quello di far rinascere da questi giorni una mobilitazione permanente globale forte e visibile, a 10 anni dall'emersione del popolo di Seattle, per riaprire uno spazio politico di decisione politica alternativa. Un multilateralismo globale dal basso da controproporre al posto dei vertici deboli che dalla FAO a Roma, alla WTO a Ginevra e, forse, anche alla COP15, non stanno riuscendo, nell'opinione dei movimenti, a risolvere quei problemi strutturali che mettono in pericolo la vita di milioni di persone in tutto il pianeta.

sis/sam/lv

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