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Clima, pronta una bozza di accordo Oggi l'incontro fra Obama e Jiabao
COPENAGHEN - "Clima positivo" e tante ore di lavoro notturno per cercare con tenacia un accordo sulle misure da prendere per frenare il riscaldamento del pianeta. Negoziati ad oltranza a Copenaghen dove il vertice dell'Onu sul clima è arrivato veramente in dirittura d'arrivo con l'arrivo dei leader. In attesa dell'entrata in scena di Barack Obama, prevista per questa mattina, i capi di Stato e di governo si sono rimboccati le maniche e hanno iniziato a negoziare sul serio, anche attraverso una girandola di colloqui bilaterali che arriveranno al culmine oggi con gli incontri che il presidente americano avrà - qui a Copenaghen - con il premier cinese Wen Jiabao, con il presidente russo Dmitri Medvedev e brasiliano Ignacio Lula da Silva. Convocato anche un extra-vertice notturno in una corsa contro il tempo, anche se molti pensano che sarà necessario prolungare il vertice di un altro giorno. In tarda notte l'annuncio del premier danese, Lars Rasmussen, che la riunione sta dando i suoi frutti e che è pronta una nuova bozza di accordo che sarà presentata questa mattina alle otto ai leader. Nel documento che sarà all'attenzione dei leader ci sarebbero l'impegno a ridurre le emissioni di gas inquinanti per mantenere l'aumento delle temperature sotto i due gradi e l'obiettivo di finanziare a lungo termine i Paesi in via di sviluppo con 100 miliardi di dollari l'anno entro il 2020. "E' stata una riunione utile e fruttuosa", ha osservato Rasmussen confermando che gli sherpa lavoreranno tutta la notte per fare "ulteriori progressi". La svolta che ha ridato fiato al negoziato è comunque ancora una volta "made in Usa" anche se gli europei hanno spinto al massimo per un risultato alto. Obama si è fatto precedere a sorpresa dal segretario di Stato Hillary Clinton che ieri mattina ha sparso a piene mani fiducia accompagnando le dichiarazioni di buona volontà con una apertura forte: gli Stati Uniti accettano di partecipare al fondo di aiuti per i Paesi in via di sviluppo per 100 miliardi di dollari entro il 2020.
Resta in piedi l'incognita Cina che ieri ha mostrato un eccesso di tattica: prima ha gettato nel panico i negoziatori delle Nazioni Unite facendo sapere che un accordo era "impossibile"; quindi, attraverso una dichiarazione del premier cinese Wen Jiabao, ha chiesto un "accordo equilibrato, giusto e ragionevole". Intanto oggi, forse non a caso, è trapelato uno studio shock delle Nazioni Unite che dice a chiare lettere che se si firmasse un accordo alle condizioni attuali il Pianeta rimarrebbe a rischio catastrofe. Secondo questo un documento confidenziale, le offerte di riduzione delle emissioni di Co2 sul tavolo dei negoziati, porterebbero ad un aumento medio delle temperature mondiali di tre gradi rispetto all'obiettivo dei 2 gradi. Tradotto: 170 milioni di persone in più soffrirebbero per le inondazioni e 550 milioni in più rischierebbero la fame.
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