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Greenpeace: l'Italia frena la Ue

«Il taglio del 30% delle emissioni vede contrario il nostro paese»

"A meno di 12 ore dalla conclusione del vertice di Copenhagen, l'Italia si mette di traverso e blocca la decisione europea di migliorare l'impegno unilaterale di riduzione delle emissioni di gas serra al 2020 portandolo dal 20% al 30%, in linea con le indicazioni della scienza". E' quanto denuncia Alessandro Gianni', direttore delle campagne di Greenpeace. "Regno Unito, Germania e Francia hanno chiesto il miglioramento dell'obiettivo, ma si sono scontrate contro il muro dell'Italia - spiega - E' un comportamento gravissimo e vergognoso, che rischia di far deragliare la possibilita' di raggiungere un accordo di successo a Copenhagen". Per Gianni', "l'Italia non e' meno esposta degli altri Paesi al disastro climatico, anzi. Tutti gli indicatori confermano che il nostro Paese e' gia' colpito da siccita', incendi, riduzione della diversita' biologica e impatti costieri. Abbiamo un Governo non all'altezza delle sfide che ci attendono. Per aggirare il blocco, la Commissione Europea avrebbe proposto di raggiungere il 30% sulla base di impegni volontari da parte dei diversi Stati membri". "Questo e' molto rischioso - avverte Joris Den Blanken, direttore politiche per il clima di Greenpeace - perche' mette in discussione l'approccio scientifico adottato nei negoziati. Le riduzioni di gas serra non devono essere adottate su base volontaria, ma rispettando le conoscenze scientifiche".

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