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A Copenaghen il vertice sul clima. La svolta Usa: gas serra pericolosi
Copenaghen, 7 dic. (Adnkronos/Ign) - L'Agenzia americana per la protezione dell'Ambiente (Epa) ha dichiarato che i gas serra sono "pericolosi per la salute umana", aprendo la strada a una regolamentazione delle emissioni inquinanti anche senza il parere del Congresso. L'annuncio a Washington della responsabile dell'agenzia governativa, Lisa Jackson, è giunto nel giorno in cui si è aperto il summit internazionale sul clima a Copenaghen. L'Epa, ha detto la Jackson, è ora "autorizzata e obbligata a compiere ragionevoli sforzi" per tagliare le emissioni inquinanti.

Nel 2007 la Corte Suprema aveva incaricato l'Agenzia di riesaminare i dati sui cambiamenti climatici per stabilire se le emissioni inquinanti potevano risultare dannose per la salute umana. A luglio la Camera dei rappresentanti ha approvato una legge per la riduzione delle emissioni di gas serra, ma il provvedimento si è poi arenato in Senato dove i democratici non hanno una maggioranza altrettanto solida.

Intanto ha preso il via oggi a Copenaghen il vertice delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici nel quale i rappresentanti di 192 paesi del mondo discuteranno per due settimane per raggiungere l'atteso accordo per fronteggiare il riscaldamento globale.

La partecipazione della società civile all'evento è massiccia: secondo gli organizzatori sono già arrivate nella capitale danese circa 15 mila persone da ogni angolo del pianeta. In realtà le richieste sono state 34 mila, hanno spiegato, ma la maggior parte è stata respinta. Il 'Bella center', sede della conferenza, ha uno spazio aperto di 121 mila metri quadrati e una capienza massima di 15 mila presenze.

Il premier danese Lars Lokke Rasmussen ha annunciato che saranno 110 i capi di Stato e di governo che parteciperanno al vertice. Secondo il premier "la loro presenza riflette una mobilitazione senza precedenti di una determinazione politica a combattere i cambiamenti climatici". "Il riscaldamento globale non conosce confini - ha sottolineato Rasmussen, aprendo i lavori davanti a 15mila delegati di 192 Paesi - Noi siamo qui oggi perché siamo tutti impegnati ad agire".

Tra i leader che arriveranno a Copenaghen nei prossimi giorni ci sono il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, il premier cinese Wen Jiabao, il primo ministro indiano Manmohan Singh. E poi tutti i principali leader europei, tra cui il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Il premier danese ha esortato i negoziatori a mettere a punto un accordo che sia "forte ed ambizioso". "Le differenze potranno essere superate se ci sarà la volontà politica - si è detto sicuro Rasmussen - Ed io credo che ci sia".

L'Unione europea a Copenaghen è impegnata a favorire un accordo, ha rimarcato a Bruxelles il capo del Foreign Office britannico David Miliband, che ha partecipato al Consiglio Affari generali insieme ai colleghi Ue e ai ministri per gli affari europei dei Ventisette. ''Molti parlano dei possibili 'deal breaker' - ha detto, giocando sulle parole - ma certamente l'Ue è impegnata a essere un 'deal maker'''. Del resto, ha aggiunto, il fatto che Obama abbia deciso di spostare il suo viaggio alla Conferenza nella fase decisiva ''mostra che anche gli Stati Uniti vogliono essere 'deal maker'''. Quanto agli sforzi, l'Unione Europea deve ''esser pronta'', se ci saranno le condizioni, ad aumentare come promesso i tagli dal 20% al 30% entro il 2010.

Da Bruxelles il ministro degli Esteri Franco Frattiniha dichiarato: "Vogliamo un accordo politicamente vincolante per tutti, non vogliamo una cosa che sia un accordo per alcuni e un suggerimento per altri". ''Insomma - ha ribadito - vogliamo un accordo ambizioso, vincolante e globale". Quanto alla possibilità che l'Europa possa aumentare il suo impegno al taglio dei gas serra dal 20 al 30% entro il 2020, Frattini ha sottolineato: "Se c'è accordo globale si può passare al 30%, se no no".

I lavori del vertice si sono aperti questa mattina con la messa in onda di un video che mostra uno scenario da incubo, con tempeste e lunghe siccità se non verrà presa alcuna decisione a Copenaghen e con i discorsi di alcuni dei partecipanti, che esortano a non sprecare l'occasione offerta dalla conferenza.

L'appello che arriva da Copenaghen è unanime. "Siamo all'ora zero - dice il capo negoziatore dell'Onu, Yvo de Boer - Dopo due anni di negoziati, è arrivato il momento di prendere impegni". "La scienza non è mai stata così chiara. Le soluzioni non sono mai state così tante, la politica non è mai stata così forte...facciamo l'accordo", fa eco Connie Hedegaard, ex ministro dell'Ambiente danese, prossimo commissario europeo per il Clima, eletta presidente della Conferenza poco dopo l'inizio dei lavori.

Intanto, continuano le iniziative degli ambientalisti per sensibilizzare i leader mondiali che parteciperanno al vertice. Questa mattina blitz dei volontari di Legambiente in Piazza S. Marco, a Venezia, una di quelle piu a rischio a livello mondiale a causa del 'climate change'.

Dalla città lagunare è partito un appello dall'associazione che invita i grandi della terra a prendere una posizione netta per arrestare la crescita dei gas serra. Vestiti di giallo i volontari di Legambiente hanno srotolato uno striscione davanti alla Basilica di San Marco in cui si legge: 'Fermiamo la febbre del pianeta'.

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