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No-Tav dalla Valle in città. Tremila torinesi in piazza


Arriva una nuova trivella nella zona degli scavi ed è già pronto il nuovo presidio.

di Maurizio Pagliassotti (Liberazione del 17/01/2010)
Un corteo di tremila torinesi ha attraversato ieri la periferia ovest di Torino per dire 'Notav'. Un via vai tra strade incastrate tra palazzoni dai cui balconi molti curiosi esprimevano vicinanza alle ragioni della protesta. L'opposizione alla mega opera quindi si allarga e giunge in città, settanta chilometri da dove in questo momento sono posizionati i presidi. E qualcuno ha ancora il coraggio di parlare di 'sindrome Nimby', l'acronimo per cui i tutti non vogliono le grandi opere a casa propria ma dagli altri vanno bene. Il corteo, aperto da alcuni bambini, è partito alle tre del pomeriggio dalla remota piazza Massaua ed ha raggiunto corso Marche, luogo dove tra pochi giorni si apriranno tre cantieri per i carotaggi. Presenti le forze della sinistra, da Ferrando a Sinistra Critica, Rifondazione e Pdci. Ovviamente si è trattato di una passeggiata dimostrativa che non ha avuto momenti di tensione. Presenti come al solito molte famiglie e tanti bambini. Durante tutta la manifestazione si è respirato un senso di soddisfazione perché si pensava che la zona periferica ed il solito tempaccio torinese avrebbero indebolito l'affluenza. E invece è andata diversamente. Jury Bossutto, consigliere regionale del Prc, era presente al corteo: «Un ottimo risultato a mio giudizio. E' una sveglia per questa città vittima di molte grandi opere, vedi il bilancio finale delle Olimpiadi. I torinesi iniziano a comprendere che non si governa una metropoli solo con idee dettate da poteri forti il cui frutto spesso è avvelenato: infrastrutture costose e spesso inutili che devastano l'ambiente e portano sfruttamento sul poco lavoro che generano, vedi di nuovo le Olimpiadi. La nostra presenza è coerente con la denuncia da sempre fatta riguardo questo progetto. La nostra è una valutazione morale di un'opera immorale. L'alta velocità - panacea di tutti i mali - è solo un falso mito, un idolo pagano ormai venerato anche dalla Chiesa torinese». Alle nove di ieri sera al presidio di Susa è giunto anche il portavoce della Federazione della Sinistra, Paolo Ferrero, che ha manifestato totale vicinanza alle ragioni dei Notav. Sempre a Susa ieri nel pomeriggio è giunta una trivella che, secondo le indiscrezioni, dovrebbe tentare di bucare presso la stazione. In serata i militanti stavano valutando di aprire un ennesimo presidio anche in quel sito.
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