Prezzo della Crisi del 18-03-2010: 'L'acqua prima di tutto'
di Serena Salucci
Sabato saremo in piazza a Roma per la difesa dell'acqua pubblica, contro la mercificazione dei beni comuni, per l'affermazione della democrazia partecipativa, quella vera. A fianco delle migliaia di uomini e donne che da anni lottano per difendersi dalla svendita delle aziende municipali, perché laddove con la privatizzazione sono arrivate le multinazionali (Veolia, Suez, AcquaLatina, Acea) c'è sempre stato un peggioramento del servizio e l'aumento delle tariffe.
E' una battaglia cresciuta in sordina negli ultimi anni, a macchia di leopardo qua e là lungo tutto lo stivale, combattuta a colpi di ricorsi amministrativi, di raccolte di firme, di bollette non pagate. Ad Arezzo come ad Aprilia, in Campania come in Piemonte, dal profondo Nord, dove l'acqua sgorga copiosa dalle montagne, al profondo Sud dove da sempre l'acqua è razionata. È nato così uno dei più grandi movimenti che (r)esistono oggi in questo paese. Si è combattuto (e si combatte), perché il servizio pubblico non fosse assoggettato alle leggi del profitto. Ora, dopo l'approvazione dell’art. 15 del decreto 135/09, nel novembre scorso, la facoltà è divenuta obbligo: i comuni dovranno “disfarsi” delle quote eccedenti il 30% nella partecipazione delle aziende di servizi. Addio municipalizzate. E pensare che proprio a Roma l'Azienda Comunale per l'Acqua e l'Elettricità nasceva, cento anni fa, grazie a uno straordinario referendum popolare, voluto dai cittadini, contro la “tirannia” delle aziende private.
Nel giro di pochi anni governi di centrodestra e di centrosinistra, in una strana sintonia bipartizan, con azioni spot, apparentemente scollegate, con norme inserite in contesti non del tutto omogenei alla materia, hanno prodotto un costrutto normativo ampiamente coerente con le aspirazioni dei colossi dell'acqua, dell'energia e dei rifiuti. Questo costrutto potrebbe essere spazzato via in un colpo solo, se il Parlamento decidesse di discutere e approvare la legge di iniziativa popolare per l'acqua pubblica, sottoscritta da oltre 400mila cittadini, che il Forum dei Movimenti dell'Acqua ha depositato giusto un anno fa. Ma ovviamente non lo fa.
Nel frattempo, con buona pace dei 400mila firmatari, si è messo in moto il meccanismo della privatizzazione. É stato il sindaco di Roma Alemanno a dare il “buon esempio”, mettendo in vendita quasi la metà della più importante proprietà azionaria del Comune di Roma, il 51% dell'Acea. Il probabile acquirente è Francesco Gaetano Caltagirone, e non serve aggiungere altro.
Malgrado i disservizi, le tariffe altissime e le lamentele dei cittadini, a Parigi ci sono voluti quasi trent'anni per riprendersi la gestione idrica, dopo averla concessa ai privati negli anni '80. Significa che se si permette che il processo vada avanti sarà molto difficile tornare indietro.
Per questo oltre a manifestare sabato 20 marzo, sarà necessario mobilitarsi da subito per la campagna referendaria che il Forum dei Movimenti per l'Acqua inizierà a metà aprile. Ripartiamo da ciò che ci appartiene di diritto: l'acqua prima di tutto.
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