Prezzo della Crisi del 19-03-2010: 'Dalla vertenza Sirti a quella per l’acqua bene comune: la lotta paga … e pagherà '
di Daniele Nalbone
Oggi guardando a ieri e a domani. Un occhio vittorioso a quello che è accaduto ieri a Benevento, l’altro determinato su quanto che accadrà domani, a Roma.
Perché a Benevento la lotta e il conflitto sociale ha permesso di salvare i 44 posto di lavoro della Sirti: questo il risultato del tavolo interistituzionale convocato dal presidente della Provincia, Aniello Cimitile. L’accordo, che sarà ufficializzato il prossimo 23 marzo al ministero del Lavoro, prevede una redistribuzione sul territorio, tra le aziende Sirti e Cogepa, delle commesse Telecom. Ma è questo, soprattutto, il risultato ottenuto da quattro operai che per tre giorni sono rimasti arrampicati sull’antenna dell’azienda. Una vittoria che dimostra come, quando le forze politiche e sociali dalla Federazione di Benevento del Prc al Comitato insegnanti precari del Sannio, dal centro sociale Depistaggio alle Brigate di Solidarietà Attiva, si uniscono alla forza e alla determinazione dei lavoratori, si vince. Perché insieme ci si fa forza a vicenda: la solidarietà attiva e la vicinanza della società che lotta, opposta alla divisione e alla frammentazione alla quale, invece, la nostra classe dirigente vorrebbe condannarci, può invertire la tendenza di questa crisi. Gli operai della Sirti, dalla loro parte, hanno dimostrato che una lotta senza mediazioni non solo è possibile, ma l’unica strada percorribile. Che questi lavoratori siano di insegnamento per quanti sono ancora o saranno costretti alla lotta. Che la partecipazione delle realtà sociali in lotta sia d’esempio per quanti sono chiamati, dal loro “ruolo”, ad essere linfa vitale per le vertenze. Ecco perché, gioendo per quanto accaduto ieri, non possiamo che augurarci che l’idea di uno sciopero cittadino per portare in piazza tutte le vertenze lavorative e i settori colpiti dalla crisi nella provincia di Benevento divenga presto realtà. Uno sciopero con gli operai della Sirti in prima fila.
Oggi il secondo occhio, come detto, è invece volto a Roma e alla manifestazione di domani per la ripubblicizzazione dell’acqua, per la tutela dei beni comuni, biodiversità e clima. E per la democrazia partecipativa. Tutto questo in un solo corteo al quale hanno aderito centinaia di realtà provenienti da tutta Italia. Così, quello che doveva essere un “semplice” corteo per la difesa dell’acqua pubblica, con il passare delle ore, si sta trasformando in un corteo “di lotta” per la difesa dei territori. La presenza di comitati contro le nocività, dagli inceneritori agli aeroporti, dalle autostrade alle centrali nucleari, dalle discariche alle centrali a carbone e dei movimenti di lotta per l’abitare ne sono la prova. È arrivato il momento che le vertenze, tutte, si uniscano in un’unica lotta a livello nazionale per poi tornare, più forti e più ricche di prima, sui rispettivi territori a portare le esperienze di altre realtà in lotta. Una lotta che ha smesso di essere di “sola” difesa ma che, ormai, si è trasformata in proposta di un mondo diverso. Possibile. Partendo dai territori.
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