Giovedì 17 Maggio 2012 - Ultimo aggiornamento 22:35
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
Prezzo della Crisi del 22-04-2010: 'Più fragole meno susine. La nuvola, la terra e la sovranità alimentare'
di Serena Salucci
Che “c'azzecca” l'eruzione del vulcano in Islanda con la Conferenza Mondiale di Cochabamba? Una risposta che può valere diverse centinaia di milioni di euro, se solo la lezione del blocco aereo di questi giorni servisse a ripensare, almeno un po', il modello economico globale, così come chiedono gli oltre ventimila delegati della Conferenza Mondiale dei Popoli sul Cambiamento Climatico e i Diritti della Madre Terra.
Ma andiamo con ordine, partiamo dal danno economico che lo stop al traffico aereo sta producendo in termini di esportazioni dei prodotti agroalimentari. Euro più euro meno, gli economisti stimano perdite per 3 miliardi al giorno in Europa, 10 milioni solo in Italia. Per le nostre esportazioni, secondo la Coldiretti, l'allarme riguarda prodotti come mozzarelle e fragole, pronte all'imbarco, che marciscono nei magazzini.
Nello stesso tempo, per colpa del vulcano, i nostri palati sono costretti a privarsi di susine e ananas del Ghana e di prodotti ittici come il pangasio del Vietnam, il persico del Nilo, la cernia africana e il tonno dell'Oceano Indiano.
Che dire poi dei 10 milioni di rose kenyane, rimaste bloccate all'aeroporto di Nairobi? Un dramma vero per tutta la popolazione, se pensiamo che in Kenya la monocoltura, destinata soprattutto al mercato europeo, ha sottratto spazi vitali all'agricoltura di sussistenza e che il paese africano è costretto a importare cereali in cambio di fiori. La differenza tra ricchi e poveri è data dagli effetti che il blocco delle merci ha su produttori, lavoratori e consumatori. È la globalizzazione baby! Chi non mangia e chi dovrà semplicemente fare a meno di qualcosa (leggi consumi indotti proprio dalla globalizzazione).
Perché non dirottare fragole e mozzarelle sul mercato interno, magari abbassando i prezzi? Sarà un'idea bislacca e non basterà a coprire le perdite dei coltivatori, ma siamo pronti a scommettere che, in un periodo di generalizzata riduzione dei consumi, non sarà certo la mancanza di susine a far scoppiare la rivoluzione. Tanto più che, negli ultimi dieci anni, una percentuale sempre più consistente della popolazione italiana ha deciso di cambiare le proprie abitudini di acquisto di prodotti alimentari preferendo biologico (+ 25% su base annua), filiera corta, gruppi d'acquisto, farmers market, orti urbani. Scelte che hanno migliorato la qualità dell'alimentazione, il grado di soddisfazione di consumatori e produttori, e, non ultimo, il beneficio economico di entrambi, riducendo i costi intermedi: trasporto, stoccaggio, distribuzione. Ma di questi dati, come ci fanno notare gli esperti della campagna Sbilanciamoci!, le statistiche sul Pil se ne “infischiano” altamente.
E veniamo a Cochabamba. «Solo a partire dal riconoscimento dei diritti della natura e della Madre Terra – si legge nell'appello lanciato dai firmatari italiani - potremo essere in grado di mettere un freno alla crisi ed invertire la rotta ristabilendo le giuste priorità ed una nuova intesa tra i popoli, basata sulla giustizia climatica e sociale». Un riconoscimento che racchiude in sé molte battaglie: dall'acqua pubblica alla compagna contro il nucleare, dalla riduzione delle emissioni all'affermazione della sovranità alimentare. Massiccia è la partecipazione dei contadini, riuniti nel Movimento Via Campesina, in rappresentanza di tutte le popolazioni agricole del mondo, per rivendicare la necessità di un inversione di rotta nella produzione e nella gestione delle risorse alimentari globali. «Crediamo che le soluzioni a tutte le crisi di questo periodo storico – fanno sapere i leader del movimento - devono essere basate su una riforma agraria integrale e sulla sovranità alimentare come principio e come diritto dei popoli».
E allora, sempre liberi di scegliere... ma vai a vedere che la nuvola ci fa imparare un po' di buen vivir?

Leggi tutti i prezzi della crisi...