Liberazione, Cdr e Rsu scrivono ai lettori
“Care lettrici, care lettori, ci rivolgiamo a voi, che consideriamo gli unici autentici proprietari di questo giornale”. Inizia così la lettera firmata dall’assemblea (non all’uanimità), dal Cdr e dalle Rsu del quotidiano Liberazione in un momento molto delicato del confronto sulle sorti del giornale. Il testo ripercorre tutta la recentissima storia di Liberazione, iniziata dalla comunicazione dell’editore (Mrc) di sospendere le pubblicazioni a causa del fortissimo taglio delle risorse per l’editoria attuato dall’esecutivo guidato da Mario Monti, il 70%.“Abbiamo raccontato - si legge nella lettera - come i tagli di Berlusconi e il mancato rifinanziamento di Monti stiano strangolando i nostri e altri cento piccoli giornali indipendenti, insieme al diritto dei cittadini italiani a una informazione non omologata”.
Il taglio, “la prima scelta”, come viene definita nella lettera, ha innestato un conto alla rovescia ”da panico” con una ”dead line” fissata a marzo. Di cosa si tratta? Semplice, per avere i fondi pubblici occorre stampare 250 numeri di Liberazione in un anno. La sospensione, quindi, può arrivare fino alla metà di marzo. Se va oltre si perdono.
“Abbiamo fatto una conferenza stampa su questo, alla Camera, con lo stato maggiore di Fnsi e Slc, i parlamentari Vincenzo Vita, Giuseppe Giulietti, i cdr di altre testate a rischio”, si legge nella lettera. “Il titolo provocatorio ”Rifondazione comunista rinuncia al finanziamento pubblico per Liberazione?” ha creato grossi malumori. Noi non siamo convinti che fosse sbagliato, né tanto meno che l’iniziativa sia stata controproducente”.
La “seconda scelta” è il “piano” presentato al tavolo sindacale con la Fieg e la Fnsi il 17 gennaio.
“L’attività editoriale - stando alla sintesi proposta nella lettera - dovrebbe continuare secondo la Mrc attraverso un doppio prodotto: il sito internet, che costituisce una testata a sé, registrata al Tribunale, (“con l’aggiornamento della notizia di apertura nella fascia oraria 12-19 dal lunedì al sabato”, spiega il documento consegnato alle parti, in base a una selezione che “darà la priorità a notizie di politica interna, economia, sindacale sempre accompagnate da un breve commento del direttore”) e due pagine in versione Pdf (una “Prima pagina”, citiamo ancora testualmente, caratterizzata da “foto a tutta pagina con titolo breve e sommario argomentato, accompagnato da editoriale sul tema del giorno a firma di qualificati commentatori, anche esterni alla redazione” e “un’altra pagina di notiziario”). Per confezionare questi due prodotti l’Mrc ha sostenuto di ritenere necessarie le seguenti “risorse”: Direttore, Vicedirettore, un redattore, “assistiti da un poligrafico”. Va anche precisato che, a detta di Mrc, tale ipotesi fa parte di una fase in cui non si conoscono ancora tempi ed entità dei finanziamenti, né regolamenti per l'accesso. Quando il governo si esprimerà in materia, il prodotto potrà essere rivisto e con esso le esigenze occupazionali.
Su questo si è registrato lo scontro aperto. E tuttora il tavolo è fermo attorno al punto. Le rappresentanze dei lavoratori emisero un duro comunicato parlando di “imbroglio”. “Credete che l’abbiamo fatto a cuor leggero? Con superficialità? Che non ci sia costato?”, si legge ancora nella lettera.
Come è noto, sull’onda di queste accuse, e di altre polemiche (l’uscita, per iniziativa del direttore, dei contenuti di Liberazione sul settimanale left per mantenere la visibilità), Liberazione ha perso anche la versione pdf (consultabile on line), che resisteva in nome della volontà, questa sì davvero unanime, di tenere “accesa la fiammella”.
”Una tragica punizione”, si legge nella lettera “a una redazione che non rinuncia a dire la verità”. “Tragica punizione anche a voi lettori, che con affetto e condivisione ci state seguendo, che vi priva del vostro giornale, e di quel di più di passione che in queste ultime settimane lo ha animato rendendolo punto di riferimento per tutti coloro che si stanno battendo per il diritto all’informazione in Italia. Tragica autopunizione per la stessa Mrc, che nel momento in cui assevera la possibilità di continuità editoriale tra cartaceo e Pdf cancella anche il secondo mezzo. Così, tanto per farci/farsi del male”.
Secono i firmatari della lettera, che ricordano l’impegno redazionale “per propria libera scelta”, in ferie coatte, e con la minaccia della cassa integrazione a zero ore, questa follia non può continuare. Vogliamo che la ragione ritorni. Chiediamo alla direzione di riconsiderare una decisione autodistruttiva. Liberazione in Pdf deve tornare a vivere”.
“All’amministrazione chiediamo che ritiri il piano due pagine-due lavoratori - conclude la lettera -. Diamo atto dei vent’anni di utilizzo assolutamente onesto del finanziamento pubblico e proprio per questo chiediamo di non sporcarli con un colpo di coda inconsulto”. L’idea è quella di trattare in torno “a ipotesi realistiche, anche eterodosse”. “Abbiamo capito che i soldi non ci sono, non pretendiamo neanche un euro supplementare dal Prc. Ma non ci arrendiamo. Per noi non è ancora arrivato il momento di smettere di difendere Liberazione, bene comune”.





