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Ilva, la nuova Aia di Clini non convince. La magistratura intanto aspetta l'ufficializzazione
Oggi Taranto ha vissuto un’altra giornata di protesta contro l’inquinamento dell’Ilva. Dopo le “sagome di cartone” (vedi foto) sistemate in alcuni punti strategici a testimoniare i “morti in più”, rispetto alla media nazionale, causati proprio dall’ingombrante presenza del sito produttivo siderurgico, hanno sfilato per le vie della città i 'Cittadini e lavoratori contro ricatti e tumori'. Sui loro striscioni hanno scritto una frase molto chiara: 'Io non delego, io partecipo'. In testa al corteo, l'Apecar dei ‘Liberi e Pensanti’, lo stesso che interruppe il 2 agosto scorso il comizio di Bonanni, Camusso e Angeletti in piazza della Vittoria. Con loro anche numerosi rappresentanti di associazioni ambientaliste, delegazioni di studenti, agricoltori, mitilicoltori e disoccupati.
Quattro i punti di rivendicazione evidenziati nel volantino distribuito durante la manifestazione: ''salute (perche' il diritto alla vita non accetta compromessi), reddito (per garantire un‘esistenza dignitosa a lavoratori e cittadini di Taranto dopo 50 anni di ricatto o e inquinamento), ambiente (perche' non permetteremo piu' che il nostro territorio venga sfruttato e devastato in nome del profitto) e occupazione (perche' e' inaccettabile che in una citta’ cosi’ industrializzata ci sia il 40% di disoccupazione)''.

Nemmeno la presentazione dell’Aia (ancora non ufficiale) da parte del ministro Clini ha chiarito la situazione dell’Ilva in rapporto al territorio della provincia di Taranto. Ora l’ultima parola resta ai giudici, ovvero al gip Todisco e alla procura generale, che si potranno pronunciare solo quando il testo verrà ufficializzato, ovvero la prossima settimana. Sempre la prossima settimana si aspetta l’ufficializzazione dei dati epidemiologici da parte del ministro della salute Balduzzi. Intanto l’Aia ha già avuto il disco rosso degli ambientalisti di Peacelink che sul volume complessivo della produzione, che il ministro Clini dice di voler dimezzare, temono un gioco delle carte. “Portare la produzione da 15 a 8 milioni di tonnellate è un bluff perché le quote produttive dell’attuale mercato mondiale assegnano all’impianto di Taranto proprio quella cifra. Meno drastico il giudizio del circolo di Legambiente di Taranto che parla di un cambiamento rispetto al passato. “Mancano ancora, pero', prescrizioni in merito ad un sistema di abbattimento delle emissioni della cokeria ed allo spegnimento a secco del coke e si lascia ad uno studio di fattibilita' l'eventuale adozione di filtri a tessuto in uno degli impianti piu' inquinanti, l'agglomerato". Legambiente rileva, poi, come "i punti piu' problematici sono la non immediata chiusura dell'altoforno 5 che in difformita' con le indicazioni della magistratura viene rimandata di 14 mesi, i tempi troppo lunghi (tre anni) concessi per la copertura dei parchi minerali e, soprattutto, la riduzione solo temporanea della produzione a otto milioni di tonnellate”. Legambiente ribadisce "il ridimensionamento dello stabilimento come condizione di base per operare una drastica riduzione dell'impatto ambientale dei suoi impianti, anche perche' nella siderurgia meno si produce e meno si inquina".

Ecco in sintesi le principali misure previste dall'Autorizzazione integrata ambientale per l'Ilva, che a parole dichiara di voler recepire le osservazioni del gip di Taranto Patrizia Todisco. il Piano aria regionale con particolare attenzione al quartiere Tamburi in base alla relazione Arpa, le indicazione Ue per le tecnologie -

- MISURE DA ATTUARE SUBITO: Adeguamento alle migliori tecnologie europee in campo siderurgico. Attuazione dei sistemi di controllo e monitoraggio per tutti i principali punti di emissione. Valutazione corretta emissioni diffuse. Adeguamento dell'area ghisa acciaieria. Fermata e rifacimento Afo1, Afo3 non autorizzato all'esercizio e dismesso, adeguamento Afo2 e Afo4, stop a uso di pet-cocke e catrame di cockeria. Stop e rifacimento batterie 3-4-5-6 e adeguamento per 9-10.
Realizzazione di nuove torri di spegnimento coke 1,3,5. Stop all'uso di pet-coke e catrame di cokeria. Riduzione del limite per le diossine del camino E312. Chiusura delle aree di gestione e movimentazione dei materiali ferrosi.

- ALTO FORNO 5: la fermata e il rifacimento dell'altoforno Afo5, il piu' grande d'Europa, e' invece fissata entro il 30 giugno 2014. Per questa data sono previsti anche rifacimento batterie 7 e 8 e nuova torre di spegnimento coke 4.

- LIMITI ALLA PRODUZIONE: La produzione dello stabilimento è limitata a 8 milioni di tonnellate di acciaio l'anno.

- PARCHI MINERALI: Entro due mesi dal provvedimento di Aia la società deve presentare il progetto di copertura dei parchi. I primi interventi per la copertura dovranno invece cominciare entro il 31 dicembre 2012. La copertura dell'area rottami ferrosi dovra' avvenire entro il 2013. E' prevista inoltre la riduzione della giacenza media del 30%, la copertura cumuli polverosi, arretramento dei parchi di circa 80 metri. Nei giorni ventosi ci dovra' essere una ulteriore riduzione del 10% delle operazioni ed un aumento della frequenza di manutenzione del 100% per i forni cokefazione.

- MISURE ENTRO FINE 2013: Rifacimento batteria 11 della cokeria. Nuove torri spegnimento coke 6 e 11.

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