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Risposta di Rinadi (Prc) a Viale: “Cambiare si può….e anche noi ci stiamo”
In risposta all'articolo di Guido Viale «Cambiare si può» non è un taxi
Caro Guido, condivisione di un progetto politico è condivisione, condividerne la piattaforma, documento, programma, sigifica riconoscersi dentro lo stesso percorso, la reciprocità è per me fondamentale. Per me vale molto sapere da quale parte siamo stati nelle tante battaglie comuni, referendum per i beni comuni, a partire dall’acqua, e quelli sul lavoro per i quali stiamo raccogliendo le firme, nelle lotte di tanti lavoratori e lavoratrici davanti ai cancelli delle fabbgriche, o di un call center; con le generazioni precarie della scuola e del pubblico impiego, con le studentesse e gli studenti in difesa della scuola pubblica e contro i tagli, contro il fiscal compact e il pareggio di bilancio e tante altre lotte particolari e generali. Io chiedo ad ognuna ed ognuno, ad ogni associazione, movimento e partito: “dov’eri e da che parte stavi” non la forma o contenitore in cui sta e stava. Io sono in un partito che ha raccolto tante firme per i referendum già fatti e vinti, così come un contributo determinante lo sta dando per questi sul lavoro, che ha visto i propri compagni e le proprie compagne presenti in tutte le manifestazioni. Ti chiedo come posso pensare che la mia parte svolga solo un’opera di sostegno e non sia protagonista alla pari della necessità del cambiamento e per un’alternativa di società? Perchè questa distinzione, tra “società civile” e società organizzata in partito, associazione movimento? Francamente “io non credea ch’io civile non fossi”…No non si può chiedere a decine di migliaia di persone di farsi da parte né chiedere ai dirigenti (votati dai loro iscritti in congressi democratici)di starci con il burqa, o da insalutati ospiti! La dignità di esserci o è pari oppure non è ed io, ma vale per altri ed altre sono: “una donna, femminista sindacalista, lavoratrice dipendente e dirigente di partito, pacifista, non violenta, ecologista, per le rinnovabili e contro il nucleare, per l’art. 18 e contro l’art. 8, contro il pareggio di bilancio e il fiscal compact, “partigiana della Costituzione” per tutto questo sono anche comunista, iscritta al partito della Rifondazione” ho imparato a riconoscere le mie tante identità da Annah Arendt e credimi non ne voglio sacrificare nessuna sull’altare di una, supposta separazione, tra ciò che è società civile e cio che non lo sarebbe.
“Cambiare si può….e anche noi ci stiamo”
Con stima e aderenza ai tanti tuoi scritti e pensieri, mi permetto questa volta di dissentire.

* Segreteria nazionale Prc
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