Giovedì 17 Maggio 2012 - Ultimo aggiornamento 22:35
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Taranto, sta per scoppiare il dramma della diossina. Oggi in massa al pocesso Ilva

Palazzo di giustizia assediato nel giorno del processo all'Ilva. Centinaia di persone, rispondendo all'appello delle associazioni ambientaliste, hanno assediato questa mattina il Tribunale di via Marche di Taranto. Oggi era in programma l'incidente probatorio con al centro la maxi perizia sull'inquinamento dell’Ilva eseguita dai quattro periti del pool incaricato dal gip Patrizia nel corso di più di un anno di indagini.

Il gigantesco rapporto mette sotto accusa la grande fabbrica dell'acciaio per le emissioni incontrollate di fumi e polveri che piovono sulla città. Molti dei manifestanti, che hanno esposto alcuni striscioni, avevano fasce bianche al braccio. Tra i manifestanti ci sono il presidente del Fondo antidiossina onlus, Fabio Matacchiera, il presidente di Peacelink Taranto, Alessandro Marescotti, e Luigi Boccuni del cartello di associazioni ambientaliste e cittadini 'Altamarea’.
 Molti gli striscioni e i cartelloni esibiti che riportano anche frasi forti: 'Ilva come eternit', 'Sono vedova da 30 anni e attendo giustizi’, 'Noi beviamo latte alla diossina’. Nel procedimento in corso sono cinque gli indagati: Emilio Riva, presidente dell'Ilva fino al 19 maggio 2010, il figlio Nicola, in carica dal 20 maggio, il direttore Luigi Capogrosso, il capo area cokerie Ivan Di Maggio, e il capo area agglomerato Angelo Cavallo. Sono ipotizzati i reati di disastro colposo e doloso, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, avvelenamento di sostanze alimentari, inquinamento atmosferico, danneggiamento aggravato di beni pubblici e sversamento di sostanze pericolose. Secondo i consulenti, non vi è alcun elemento che dimostri il rispetto dei limiti delle emissioni nocive nè un modo per verificarlo. Le polveri immesse nell'atmosfera ammonterebbero a 688 tonnellate l'anno.

Come si ricorderà nel 2008 migliaia di capi allevati nelle masserie vicine al capoluogo ionico, vennero abbattute perché nelle loro carni venne riscontrata la presenza di diossine. Titolari dell'inchiesta sono il pm Mariano Buccoliero e il procuratore capo Franco Sebastio. Rosella Balestra, del Comitato Donne per Taranto, spiega che la presenza in piazza ha l'intento “di far capire che comunque Taranto c'è, che la città è sveglia e non è disposta a subire supinamente quello che abbiamo subito per anni. Ci saremo a tutte le udienze sempre in maggior numero - promette - con una presenza silenziosa e dignitosa”.