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Morti d'Amianto, Cobas: "Le istituzioni non possono sottrarsi"

Il 28 aprile si celebra la giornata delle vittime di amianto ma sono poche realtà, quelle colpite da migliaia di morti e ammalati a celebrare questo giorno denunciando le mancate bonifiche, le responsabilità morali, economiche e politiche della contaminazione dei territori. Stragi di operai e di cittadini , di familiari di operai a contatto con le tute intrise di amianto. Anche a Pisa non mancano le vittime e gli ammalati di amianto, sono dispersi sul territorio ma ci sono

Allora sono ncessari alcuni impegni a cui Stato, Asl, inail , Comuni, regioni e province non potranno sottrarsi

1 Data la nocività dell’amianto per l’uomo è indispensabile e urgente eliminare dall’ambiente umano qualsiasi causa di dispersione delle sue fibre sottili;

2. Bisogna migliorare la qualità e la quantità dei dati epidemiologici relativi ai paesi europei interessati negli anni passati dall’uso industriale dell’amianto;

3. È moralmente ingiustificabile l’attuale divario fra i Paesi che utilizzano l’amianto e quelli che lo hanno bandito dal proprio territorio nazionale;

4. Bisogna inserire l’amianto crisotilo nell’elenco dei materiali nocivi per l’uomo e vietarne l’uso commerciale presso le popolazioni, tenute volutamente inconsapevoli dei rischi e per questo ancora più vulnerabili;

5. Urge una mappatura mondiale delle zone più colpite da inquinamento ambientale dovuto all’amianto;

6. Sostenere la ricerca scientifica relativa alla prevenzione e alla cura delle patologie asbesto-correlate (diagnosi tempestiva, trattamento) e aggiornare i dati scientifici attuali;

7. Fare in modo che le agenzie regionali e nazionali supportino le spese di bonifica per le città colpite da inquinamento ambientale dovuto alla presenza di amianto;

8. Fare del processo di Torino, durante il quale si sono costituite oltre 6.000 parti civili contro la multinazionale Eternit, un simbolo, un esempio per tutta la lotta in nome della giustizia delle vittime dell’amianto in tutto il mondo;

9. Prendere spunto dall’esperienza francese per l’istituzione di un fondo di risarcimento per le vittime dell’amianto, a prescindere dal tipo di esposizione, e conservare il diritto di avviare azioni penali contro i datori di lavoro, anche per coloro che abbiano ricevuto un indennizzo. Tale indennizzo dovrebbe essere equo e veloce, essere elargito in maniera efficiente e giusta e il fondo essere finanziato in primo luogo dalle contribuzioni delle aziende, delle multinazionali, delle società pubbliche e private che hanno tratto un beneficio economico a danno della salute di lavoratori e cittadini.

Per non morire più di amianto!!

Cobas