Venerdì 18 Gennaio 2019 - Ultimo aggiornamento 08:30
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
Ilva, Clini di nuovo a testa bassa contro i giudici. "Su Taranto decido io"
Sale la tensione a Taranto sul caso Ilva. Il giorno dopo la decisione del Gip di rispedire al mittente il cosiddetto piano di risanamento proposto dall’azienda e di lasciare agli arresti domiciliari i vertici. Da questa mattina si sono verificati alcuni blocchi stradali da parte dei lavoratori, sia sulla statale Appia che sulla Jonica. Fim e Uilm hanno indetto uno sciopero pro-Ilva e il Governo continua ad attaccare frontalmente i magistrati. "Stiamo continuando a fare quanto programmato. Stiamo lavorando per il rilascio dell'Aia applicando la legge italiana e le direttive europee, in particolare prevedendo che Ilva debba adeguare i propri impianti ai migliori standard europei”, dichiara il ministro dell’Ambiente Corrado Clini. “Non c'e' una risposta al gip, c'e' la conferma del lavoro che stiamo facendo, applicando la legge” – prosegue -. "No a 'mercanteggiamenti'? – dice polemicamente Clini riprendendo una affermazione del gip Patrizia Todisco - Mi auguro che il gip, quando dice questo, non si riferisca al governo, perche' sarebbe fuori luogo- aggiunge Clini- Noi stiamo applicando in maniera rigorosa la legge e l'applicazione spetta per le norme italiane e per le direttive europee al ministro dell'Ambiente”.

A protestare sono anche i sindacalisti dell’Usb, con uno sciopero, dalle 9 fino alle 16, con assemblea permanente dei lavoratori, che e' in corso davanti alla portineria A dello stabilimento di Taranto.
"Lo sciopero e' indetto contro l'Ilva e contro il Governo - spiega Francesco Rizzo, Usb Ilva - prendiamo le distanze dalle motivazioni di Film e Uilm perche' i colpevoli di questa situazione non sono ne' la citta' ne' la magistatura, ma la famiglia Riva, che continua a negare gli investimenti necessari per il risanamento. Noi reclamiamo salute e lavoro, che sono diritti scanciti dalla Costituzione".
L’Usb proporra' una grande manifestazione a Roma, per chiedere al Governo che obblighi l'Ilva a mettere i soldi oppure nazionalizzi la fabbrica, “espropriando i Riva e facendo loro pagare anche i danni provocati". Domani la Fiom terrà una conferenza su lavoro e ambiente.

Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi