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Ilva, ed ora lo scontro si aprirà sui dati epidemiologici. I lavoratori rimuovono i blocchi
Seconda giornata di protesta a Taranto degli operai dell'Ilva aderenti a Fim-Cisl e Uilm. Alla fine sono stati rimossi i blocchi stradali e dichiarata la conclusione dello sciopero. E’ rientrato anche lo sciopero della fame e della sete, ma un gruppo tute blu rimarrà comunque sulle torri, nonostante le rassicurazioni del prefetto sulla imminente pubblicazione dell’Aia. L’autorizzazione integrata ambientale arriverà, ma non prima del 16 ottobre. Così almeno ha detto il ministro Clini. E’ sull’Aia che Governo e azienda stanno combattendo l’ultima battaglia contrapponendosi alla magistratura.

Per dirla con le parole di Nichi Vendola: ''In quella sede bisogna definire senza ambiguità la cogenza di un parametro che è quello della valutazione del danno sanitario''. Fuor di “narrazione”, vuol dire che se nessuno bara sui dati epidemiologici, come in queste ore è tornato a fare il presidente dell’Ilva Bruno Ferrante (“rischio trascurabile me l’hanno detto eminenti personalità scientifiche”), l’Aia non potrà essere firmata. Lo sanno tutti, ma preferiscono parlare d’altro. Preferiscono alimentare le divisioni tra i lavoratori, per esempio. Su questo punto delicato è tornata la Fiom che oggi ha tenuto una conferenza sulla sostenibilità ambientale di una produzione così “dura” come l’acciaio non escludendo la possibilità di andare a battere i pugni in Europa per ottenere i finanziamenti adeguati alla riconversione e lanciando un appello all’unità dei lavoratori per la costruzione di una piattaforma sindacale. “Basta divisioni tra lavoratori – ha detto Landini -. Il problema centrale e' che se l'Ilva vuole continuare a produrre deve fare i necessari investimenti per spezzare l'inquinamento. Ma per questo e' fondamentale che l'Ilva e che la famiglia Riva facciano investimenti e mettano i soldi". Landini ha chiamato la politica e le istituzioni alle loro responsabilità augurandosi che i dati su mortalita' e patologie legate a emissioni inquinanti forniti dal ministero della salute “non possono non essere inseriti nella discussione per il rilascio dell'Aia''. Intanto, il ministro per l'Ambiente Corrado Clini, ha inviato al prefetto un documento in cui si informa che entro il 30 settembre sarà pronta la documentazione di supporto alla stesura del parere tecnico della commissione ministeriale che si occupa del riesame dell'autorizzazione integrata ambientale per l'Ilva, rilasciata allo stabilimento il 4 agosto 2011. E quindi è chiaro che il black out sui dati ci sarà a monte. Non a caso gli ambientalisti hanno fortemente criticato le notizie giunte dal ministero per l'Ambiente. Per il leader ecologista Angelo Bonelli "l'Aia è solo la promessa di ridurre inquinamento prossimi 5-6 anni" mentre, prosegue l'ambientalista "L'ordinanza del gip di Taranto impone che le emissioni dell'Ilva di Taranto cessino da subito". Gli fa eco Alessandro Marescotti di peacelink, secondo il quale "questo appello alla fretta del ministro Clini maschera la volontà di dare il via libera ad un'operazione che pone al centro la prosecuzione della marcia di questi impianti sequestrati". 

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