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Ilva, negata per la sesta volta la revoca dei domiciliari a Nicola Riva
Per la sesta volta Nicola Riva, 56 anni, ex presidente dell'Ilva, ha ricevuto un "no" alla richiesta di revoca degli arresti domiciliari cui è sottoposto dal 26 luglio 2012 per inquinamento, disastro ambientale ed avvelenamento di sostanze alimentari. A pronunciarsi sono stati i giudici del tribunale del Riesame di Taranto Alessandro de Tommasi, Benedetto Ruberto e Filippo Di Todaro ai quali i difensori di Riva avevano presentato appello contro il "no" del gip Patrizia Todisco alla scarcerazione. Per i magistrati Riva, nonostante abbia rinunciato alle cariche nell'industria di famiglia, potrebbe ancora commettere i reati che gli sono contestati ed inquinare le prove approfittando della rete di contatti creata dall'azienda. Riva deve restare ai domiciliari "in ragione della personalità - scrivono i giudici nel provvedimento - e della permanente posizione soggettiva dell'indagato, trattandosi di imprenditore che ha condiviso le scelte delittuose che hanno cagionato gravissimi danni ambientali provocati dalla gestione dello stabilimento Ilva di Taranto, che gli consentirebbe di continuare a mantenere condotte antigiuridiche".
È atteso ora il provvedimento dello stesso collegio di magistrati sul ricorso del presidente di Ilva Bruno Ferrante contro la vendita dell'acciaio sequestrato all'interno dello stabilimento siderurgico il 26 novembre 2012.
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