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“No al rigassificatore” di San Ferdinando, le foto della manifestazione
Tanti cittadini presenti, questa mattina, alla manifestazione contro la realizzazione del rigassificatore, che dovrebbe sorgere su un terreno nel comune di San Ferdinando. L’iniziativa di protesta si è svolgendo a Gioia Tauro, nei pressi dell’autorità portuale, dove il comitato, doveva decidere se concedere lo “spazio demaniale” alla Lng Medgas, costruttrice dell’opera faraonica. La Lng Medgas ha già ricevuto comunque le autorizzazioni necessarie, dalla valutazione di impatto ambientale al decreto di approvazione del progetto da parte del Governo Monti. Contro la costruzione si è espresso il Consiglio Superiore dei Lavori pubblici. Contro la concessione demaniale si sono schierati: studenti (di varie realtà della Provincia: Rosarno, Cittanova ecc.), pescatori, attivisti, partiti (Sel e Rifondazione Comunista), movimenti (AfriCalabria, Kollettivo Onda Rossa, Equosud, Cittadinanza democratica, Wwf, Csoa Cartella, Rinascita ecc.), sindacati (Sul per il No, Cgil invece d’accordo alla costruzione dell’opera). Per il “no” anche le amministrazioni comunali di San Ferdinando, Gioia Tauro, Rosarno e Polistena.

Non sono mancati momenti di tensione al passaggio dei vari componenti del comitato portuale. Un gruppo di manifestanti ha cercato di impedire l’ingresso nella sede dell’autorità portuale di Lucio Dattola, presidente della Camera di commercio di Reggio, il quale è finito a terra. Stessa sorte per Antonella Stasi, vice presidente della Regione Calabria, entrata nell’edificio con estrema difficoltà. I manifestanti, inoltre, sono riusciti a bloccare l’auto del presidente della Provincia di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa, impedendone l’ingresso.

La seduta è stata interrotta intorno alle 13:30. Si attende la comunicazione del Prefetto che, per motivi di ordine pubblico, deciderà data e luogo dell’assemblea portuale. E’ molto probabile che la riunione venga svolta in Prefettura a Reggio Calabria.

Alcuni pescatori della Tonnara di Palmi, sentiti in esclusiva per StrettoWeb, dicono: “è una vergogna, siamo stati colonizzati. Non vogliamo morire di malattie. E’ un opera inutile. Non potremo più pescare per l’inquinamento delle acque marine”. Altri manifestanti “non vogliamo far morire i nostri figli di tumori o altro. Basta con queste mega-opere. Lo sviluppo della Piana non può passare da inceneritori, rigassificatori e centrali a turbo gas. Scacceremo la Lng come già fatto a Brindisi un paio di anni fa”

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